Samsung porta il Deep Learning su smartphone grazie a questo algoritmo (foto)

Matteo Bottin

A partire dallo scorso anno abbiamo visto la crescita delle NPU (Neural Processing Unit) all’interno dei nostri smartphone. Queste NPU sono ottimizzate per la computazione di algoritmi per il deep learning. Il primo SoC Samsung dotato di NPU è stato l’Exynos 9820. Oggi Samsung ha annunciato una nuova soluzione che migliora drasticamente il suo algoritmo On-Device AI.

La nuova soluzione è stata sviluppata da Samsung Advanced Institute of Technology (SAIT)  e promette di ottenere straordinari risultati consumando poca potenza (elettrica) ma mantenendo al contempo bassi i tempi di calcolo, arrivando a analizzare i dati per i server a 32 bit fino a 8 volte più velocemente.

Come fa? In pratica l’algoritmo prende i dati a 32 bit e li divide in gruppi di 4 (mantenendo accurato il riconoscimento delle informazioni). In questo modo è molto più veloce e più efficiente dal punto di vista energetico.

Questa divisione in cluster da 4 bit, chiamata Quantization Interval Learning (QIL), permette di analizzare le relazioni tra bit (“and” e “or”) e eseguire operazioni aritmetiche basilari (addizione e moltiplicazione). I risultati ottenibili da QIL sono gli stessi dei processi esistenti usando tra 1/40 e 1/120 transistor.

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Grazie a questo, Samsung vuole portare la computazione della IA direttamente su smartphone: ad oggi molte IA utilizzano server in cloud per ottenere dei risultati, mentre con questa tecnica il tutto verrebbe rilasciato in mano al telefono. I benefici? Privacy, bassa latenza e basso costo.

Via: Fone ArenaFonte: Samsung