No, il nuovo OS di Huawei non arriverà affatto a giugno, ma ci sarà da aspettare

Roberto Artigiani -

Contrariamente a quanto riportato oggi da molte testate, Huawei non è affatto pronta a rilasciare il suo nuovo OS, ma ci vorrà ancora del tempo. Come confermato dalla stessa azienda cinese ai colleghi di TechRadar,  non sarà in grado di rimpiazzare il robottino verde prima del tardo 2019 in Cina e del 2020 nel resto del mondo. Stamane invece era circolata la notizia, in seguito alle dichiarazioni del vicepresidente della divisione mediorientale, Alaa Elshimy, che il sistema operativo sviluppato da Huawei – nome in codice “HongMeng” – potesse arrivare già a giugno.

Dopo il ban operato dall’amministrazione USA e il conseguente blocco da parte di Google e di altre aziende statunitensi come Intel, Qualcomm, ecc. Huawei si trova a subire forti pressioni ed è coinvolta suo malgrado nella cosiddetta “guerra dei dazi”. L’ultima mossa in questo senso è stata l’esclusione dal consorzio SD. L’azienda comunque ha affermato di essere preparata ad affrontare la situazione che era stata in qualche modo prevista.

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Al di là della data di lancio, Elshimy ha affermato anche che il nuovo OS, il cui nome definitivo dovrebbe essere Ark OS, sarà compatibile con smartphone, computer, tablet, TV, smartwatch, automobili connesse, wearable e altri gadget smart. Tutte le applicazioni Android dovrebbero funzionare sin da subito sul nuovo sistema e che nuove app potranno essere scaricate direttamente dall’AppGallery di Huawei. Questo è probabilmente lo snodo più importante della faccenda considerato che gli OS rivali di Android e iOS si sono dovuti storicamente confrontare con la scelta offerta dal Play Store e dall’App Store Apple.

Per il resto Huawei afferma di essere autosufficiente per diversi aspetti, non a caso produce già da sé i processori usati sui suoi prodotti, ma rimane scoperta per quanto riguarda chip per PC e server. Per questi però sarebbe già stata pianificata la realizzazione di soluzioni fatte in casa. E per quanto riguarda altri standard come Wi-Fi e Bluetooth? La situazione è ancora incerta, ma il CEO di Huawei, Ren Zhengfei, ha recentemente rilasciato dichiarazioni coraggiose affermando che nessuno riuscirà a riprendere l’azienda nei prossimi due o tre anni.

La situazione è comunque quantomai incerta, e ciò che davvero sta accadendo in questi giorni non è probabilmente ancora di dominio pubblico. Prendete pertanto date e sistemi operativi alternativi col legittimo beneficio del dubbio, perché le mosse di Huawei, del governo USA, e non solo, sono ancora tutte in divenire.

Fonte: TechRadar