Su internet è possibile identificare gran parte degli smartphone grazie ai sensori di movimento. Confusi? (video)

Matteo Bottin

Uno dei codici più famosi in grado di identificare un dispositivo è sicuramente IMEI (International Mobile Equipment Identity), ma secondo una ricerca dell’Università di Cambridge ci sarebbe un modo molto più semplice ed efficace per tracciare uno smartphone durante la navigazione internet.

Il “trucco” si basa sui sensori di movimento del telefono (giroscopio, accelerometro e magnetometro). Gran parte dei telefoni (specialmente quelli più costosi) prima di essere impacchettati e spediti subiscono una calibrazione di fabbrica di questi sensori.

Questa calibrazione è univoca per ogni smartphone (a causa dei difetti di fabbricazione di ogni singolo sensore) e dunque è sufficiente conoscere i parametri di calibrazione per ottenere “l’impronta digitale” del dispositivo.

Per ottenere questi dati basta che la pagina web visitata invii una serie di query ai sensori attraverso dei processi in background che si attivano appena la pagina viene caricata. Il tempo necessario per ottenere ed elaborare i dati si aggira attorno ad 1 secondo.

Il metodo è stato testato su iPhone XS (video a fine articolo), su Pixel 2 e Pixel 3, ma è perfettamente applicabile a tantissimi altri modelli. Quelli che “si salvano” sono quelli low cost, dato che di fabbrica non vengono sottoposti ad alcuna calibrazione (per abbattere i costi).

Il “bello” di questo trucco è che non può essere aggirato molto facilmente: anche a seguito di un reset i dati di calibrazione restano in memoria, rendendo possibile l’identificazione.

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I ricercatori hanno inviato i risultati delle loro ricerche a Apple e Google ad agosto e dicembre 2018 (rispettivamente). Apple ha rilasciato una patch con iOS 12.2 a marzo (aggiungendo del “rumore” ai dati dei sensori), mentre Google sta ancora “investigando sul problema” ma probabilmente a breve fornirà una patch molto simile.

Via: 9to5Google
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