ASUS si concentrerà sempre più sulla fascia alta del mercato, ma senza perdere di vista il rapporto qualità/prezzo

Nicola Ligas -

A margine del lancio di ZenFone 6, abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Jonney Shih, Presidente di ASUS, parlando non solo del nuovo top di gamma dell’azienda, ma un po’ più a tutto tondo del prossimo futuro.

ASUS è infatti impegnata da anni nel settore mobile, sebbene il suo core-business risieda altrove. Eppure, a differenza di altre multinazionali (no, le allusioni ad LG e Sony non sono casuali), l’azienda taiwanese è riuscita a ritagliarsi una sua solida e stabile nicchia, merito anche di un rapporto qualità/prezzo che proprio i più grandi player del settore faticano ad eguagliare. Abbiamo quindi chiesto a Mr. Shih quale fosse secondo lui il vero selling-point di ZenFone 6, e con nostra sorpresa non ha risposto il prezzo, focalizzandosi invece di più sulla qualità.

Cosa pensiamo del risultato ve lo abbiamo già detto nella nostra recensione, ma ci ha fatto piacere sentirlo dire dal Presidente dell’azienda stessa, segno di quanto ASUS abbia fiducia nei propri mezzi. Ed in effetti ZenFone 6 risulta davvero essere uno degli smartphone più equilibrati dell’anno, senza “eccessi” in nessun senso.

Proprio questo ci ha portati a parlare di tecnologie più “di frontiera”, come i dispositivi pieghevoli, o il 5G. Vi siete accorti che ASUS non ha praticamente mai detto la sua in merito? E non perché non abbia niente da dire: è ovvio che, come un po’ tutti, ci stia lavorando, ma semplicemente l’azienda taiwanese non ha fretta di rincorrere una tecnologia non ancora pronta per l’adozione di massa. Diamo tempo al tempo insomma, e ci saranno senz’altro dei pieghevoli a marchio ASUS. Quali pieghevoli è un altro discorso. Come il sottoscritto, anche il Jonney Shih non vede l’impiego di questo tipo di schermi come necessariamente limitato agli smartphone, e dato che ASUS produce tutto ciò che va dal telefono al PC, è facile immaginare che nel mezzo ci siano uno o più prodotti atti a diventare pieghevoli. E la stessa cosa vale per il 5G: al momento opportuno, ASUS sarà pronta. Gli annunci da primato, il “world’s first“, li faranno altri, ma sappiamo bene tutti quanti che i prodotti “pionieristici” difficilmente durano a lungo.

Pungolato poi sulla modalità desktop, che Samsung e Huawei già implementano, e che arriverà più in generale con Android Q, il Presidente di ASUS non ne ha negato l’importanza, ed un futuro in cui un unico dispositivo (lo smartphone) soddisferà tutte le nostre esigenze di computing, potrebbe essere più vicino del previsto. Come “potenza” ormai quasi ci siamo, manca il software adatto a farlo. Anche se questo logicamente non significa che uno smartphone basterà a fare qualsiasi cosa, ma ci sarà logicamente bisogno di altre periferiche per “estenderlo”.

ASUS è insomma in questo gioco per restarci, su questo punto Mr. Shih è stato molto chiaro. L’azienda taiwanese non sta aspettando la “prossima rivoluzione”, navigando a vista nel frattempo. ASUS ha in mente di essere presente oggi e domani su tutti i fronti, e per farlo, con particolare riferimento al settore mobile, si concentrerà di più sulla fascia alta del mercato. E finché “fascia alta” significa un prezzo pari a quello di ZenFone 6, non abbiamo in fondo che da rallegrarci. Peccato che, molto probabilmente, la concorrenza non la imiterà.