Cosa sta succedendo tra Huawei e gli USA e come questo si ripercuoterà sugli smartphone dell’azienda (aggiornato)

Nicola Ligas - Qualcomm, Intel, Microsoft ed altri potrebbero seguire a ruota

Nella serata di ieri Reuters ha pubblicato un’esclusiva destinata a far discutere, che poche ore dopo è stata confermata dalle parti in causa: Google ha sospeso i propri rapporti commerciali con Huawei, in seguito al giro di vite del Presidente Trump contro alcune aziende cinesi, tra le quali Huawei, cui è ora vietato di acquisire tecnologie da aziende statunitensi senza l’approvazione del Governo.

Alla base di tutto c’è la convinzione che le tecnologie di rete di Huawei siano in realtà un mezzo attraverso il quale il Governo cinese possa spiare le reti americane, e non solo. L’escalation nei confronti di Huawei non arriva quindi da un giorno all’altro, e se ben ricordate la vicenda ZTE i precedenti c’erano tutti.

Cosa significa questo per gli smartphone dell’azienda? Che d’ora in poi Huawei, e quindi Honor, non potrà più usare i servizi Google. I nuovi smartphone non avranno cioè accesso al Play Store né a Play Services. Se Huawei vorrà continuare ad usare Android, dovrà farlo con la versione open-source pubblicata sull’Android Open Source Project (AOSP). Gli aggiornamenti del sistema operativo e le relative patch di sicurezza saranno quindi possibili solo una volta che questi entreranno a far parte dell’AOSP.

Questa decisione non è retroattiva. Come chiarito anche da Google, gli attuali smartphone Huawei continueranno a poter utilizzare il Play Store e Google Play Protect. Come questo si ripercuoterà sugli aggiornamenti del sistema operativo e su quelli di sicurezza è però tutto da vedere. Allo stesso modo non è chiaro se e come continueranno a funzionare alcuni dei servizi di Huawei che dipendono da Google Play Services.

E quella appena descritta potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. Secondo un nuovo report di Bloomberg, Intel, Qualcomm, e Broadcom, avrebbero già interrotto i propri rapporti con Huawei, e secondo Nikkei anche il chipmaker tedesco Infineon Technologies avrebbe fatto altrettanto, così come gli americani Micron Technology e Western Digital. E se anche aziende non americane inizieranno a tagliare i rapporti con Huawei, le cose potrebbero mettersi ancora peggio.

Secondo precedenti voci non confermate, Huawei stava preparando da tempo un “piano b”, con un proprio sistema operativo, e sono anni che l’azienda utilizza nella maggior parte dei propri smartphone dei chip proprietari, ma ciò non significa che si sia del tutto svincolata da aziende di terze parti, come quelle appena citate. Dovete infatti tenere in considerazione non solo gli smartphone Android, ma anche i PC Windows, nei quali Huawei ha ottenuto tanti apprezzamenti.

A questo proposito, Microsoft non si è ancora espressa, ma ci sono forti probabilità che l’azienda di Redmond segua a ruota Google nell’ottemperare alle decisioni del Governo. E se anche Huawei dovesse sviluppare uno o più sistemi operativi proprietari, di certo questi saranno passati al setaccio con particolare attenzione, visti i precedenti. Aggiorneremo l’articolo se dovessero esserci novità a breve.

Aggiornamento

Huawei ha dichiarato quanto segue.

Huawei ha apportato un contributo sostanziale allo sviluppo e alla crescita di Android in tutto il mondo. Essendo uno dei principali partner a livello globale di Android, abbiamo lavorato assiduamente sulla loro piattaforma open source per sviluppare un ecosistema di cui hanno beneficiato sia gli utenti che l’intero settore.

Huawei continuerà a fornire aggiornamenti di sicurezza e servizi post-vendita a tutti gli smartphone e tablet Huawei e Honor esistenti, ovvero quelli già venduti o ancora disponibili in tutto il mondo.

Continueremo a costruire un ecosistema software sicuro e sostenibile, al fine di fornire la migliore esperienza d’uso a tutti gli utenti a livello globale.

Aggiornamento21/05/2019

Huawei potrà continuare ad aggiornare i propri smartphone per altri 3 mesi, fino al 19 agosto 2019. Il Dipartimento del commercio USA ha concesso una revoca temporanea dei provvedimenti presi ieri, sebbene rimanga un divieto assoluto di vendita negli Stati Uniti. Huawei è altresì autorizzata ad acquistare merci dagli USA al solo scopo di supportare reti e dispositivi già esistenti, ma non per realizzare nuovi prodotti. La decisione è stata presa a che a supporto degli operatori che utilizzano le tecnologie di Huawei, per dare loro modo di effettuare una transizione non dannosa per sé e per i propri clienti, e non è in alcun modo una resa da parte delle autorità americane.

Via: The Verge (1), (2), Reuters