Google Pay: scoperte alcune impostazioni della privacy nascoste (foto) (aggiornato: risolto)

Enrico Paccusse - Google lo descrive come un problema software che sarà risolto con un aggiornamento

Google Pay lo conoscete tutti. È il servizio di pagamenti di casa Google che è sbarcato in Italia meno di un anno fa e che permette di pagare gli acquisti online e in negozi fisici (tramite POS) collegando le proprie carte al servizio.

Quando si parla di un argomento così delicato, la privacy ha un ruolo fondamentale e, per questo motivo, farà discutere ciò che è stato scoperto da BleepingCompupter nei giorni scorsi. A quanto pare, la pagina delle impostazioni di Google Pay aveva delle opzioni sulla privacy – su cui uno può decidere o meno di partecipare – oscurate al pubblico.

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La pagina a cui si fa riferimento è questa – https://pay.google.com/payments/u/0/home#settings – e, come potete vedere, non presenta alcuna impostazione per la privacy (prima foto in allegato). Se però accediamo allo stesso sito con un URL differente – https://pay.google.com/payments/u/0/home?page=privacySettings#privacySettings – vedrete che compariranno 3 nuove voci, su cui potremo dare o meno il nostro consenso a partecipare (seconda foto in allegato).

Personalmente, visitando la pagina in questione, ho trovato solo una delle impostazioni mostrate nella foto (terza immagine in allegato), e questo mi fa pensare che ci siano settaggi diversi a seconda alla regione di provenienza; opzione molto probabile considerando i diversi stadi di evoluzione che il servizio ha nelle varie parti del mondo.

Google ha comunque tempestivamente comunicato che provvederà a risolvere l’errore, che secondo loro dipende da un precedente aggiornamento software, e che verrà presto risolto con una nuova versione. Fateci sapere se anche voi vedete una sola impostazione privacy, o se ne avete tre.

Aggiornamento16/05/19

Come segnalato da BleepingComputer, il problema pare già essere stato risolto da Google. Ora troverete tutte le impostazioni anche con l’URL normale. Rimane ancora il dubbio sul numero di voci disponibili: io no vedo una, un collega ne vede tre (quarta immagine in allegato).

Via: XDAFonte: Google