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La modalità incognito è in arrivo su Google Maps (e su tutte le app Google)

La modalità incognito è in arrivo su Google Maps (e su tutte le app Google)
Giuseppe Tripodi
Giuseppe Tripodi

In mezzo a tutte le novità annunciate a questo Google I/O, ci sono anche piccoli cambimenti relativi alla gestione della privacy, che l'azienda di Mountain View ha provato a semplificare.

In primo luogo, da tutte le principali app Google sarà immediato accedere alla gestione dell'account (e le relative impostaizoni sulla privacy). A prescindere dal software, basterà cliccare sull'avatar circolare in alto a destra e cliccare su Gestisci Account Google.

Questa funzione dovrebbe esser già attiva su Gmail Drive, Contatti e Google Pay, ma arriverà a fine mese anche su Google Search, Maps, YouTube, Chrome, News e Assistente Google.

Dopo questo Google I/O sarà anche più facile gestire i propri dati e avere maggior privacy in diverse applicazioni dell'ecosistema Google: proprio come avviene adesso per la ricerca, anche su Maps, Google Assistant e YouTube sarà possibile cancellare singole informazioni direttamente dall'applicazione.

Qualora ve le foste perse, ci sono poi novità relative alla cancellazione automatica dei contenuti, come abbiamo già raccontato la settimana scorsa.

E poi c'è la modalità incognito per tutte le app Google: divenuta famosa per Chrome, questa modalità permette di usare l'app senza conservare i dati relativi all'utilizzo. Fino ad oggi questa possibilità era esclusiva per il browser, ma da adesso è disponibile anche su YouTube e arriverà breve anche su Maps e Search.

Inoltre, grazie ad un nuovo approccio al machine learning (battezzato federated learning), Google sostiene di poter addestrare IA ancora più precise con meno dati, e senza che questi dati debbano lasciare lo smartphone.

Google fa un esempio con Gboard, la tastiera che suggerisce parole da utilizzare in base alle abitudini di utilizzo: fino ad ora, Gboard poteva prevedere parole particolari (come ad esempio "Targaryen") solo se l'utente digitava questi termini diverse volte. Grazie al nuovo sistema di machine learning, invece, Gboard è in grado di suggerire Targaryen anche se l'utente non l'ha mai scritto (basandosi sull'utilizzo in tutto il mondo); il tutto, senza che questo specifico termine venga associato con un utente.

Fonte: Google

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