Samsung Galaxy Fold: prime impressioni su dimensioni, prezzo, usabilità e piega (foto e video)

Nicola Ligas -

Abbiamo trascorso qualche minuto in compagnia di Samsung Galaxy Fold. Troppo pochi per formulare una qualsivoglia conclusione su quello che è uno dei dispositivi più interessanti dell’anno, ma abbastanza per rispondere a qualche domanda che magari anche voi, come noi, vi eravate posti.

Anzitutto le dimensioni ed il peso. Sono meno critici di quanto avremmo pensato. Da chiuso Galaxy Fold si maneggia molto bene: è compatto, ben bilanciato, ed anche il peso superiore alla media non disturba. Nel moneto stesso in cui lo vorrete aprire avrete però per forza bisogno di due mani, anche perché i magneti che tengono unite le due metà sono molto forti. Ed in fondo è giusto così: nessuno si sognerebbe di usare un tablet con una sola mano. Sempre da chiuso, inoltre, vi darà una sensazione di estrema solidità, paragonabile a quella di ogni altro top di gamma Samsung, con il quale per altro condivide moltissimi elementi di design.

Aprendolo le cose cambiano, sotto tutti i fronti. Colpisce il notch interno, che ospita due fotocamere ma che è comunque molto più grande di così. Non ne abbiamo ancora compreso davvero il senso, perché l’impressione iniziale è che sia più invasivo che utile. Visto quanto spazio c’è attorno allo schermo-cover, se proprio Samsung voleva abbondare con le fotocamere avrebbe potuto farlo lì; fatto sta che così è, e sebbene lo sfondo scuro faccia di tutto per mascherarlo, prima o poi vi accorgerete della sua presenza.

Allo stesso modo vi accorgerete della piega al centro, ma in modo diverso da quanto potreste pensare. Nelle foto qui sotto, e soprattutto nel video, la piega è ben visibile. Nella realtà, quando andrete ad usare Galaxy Fold, ci farete molto meno caso. La si apprezza molto guardandolo da una certa angolatura ed in controluce, come in molte nostre riprese volte proprio a farvela notare, ma nell’uso frontale non è troppo fastidiosa alla vista, e dopo poco siamo convinti che non ci farete più molto caso. Però la sentirete al tatto. Quella sì, è una sensazione più difficile da mandare via. Anche perché è proprio il touch & feel dello schermo interno ad essere “anomalo”, visto che, per la prima volta da diversi anni (ammesso e non concesso che l’abbiate mai fatto) vi ritroverete ad interagire con uno schermo touch rivestito in plastica e non in vetro. È una sensazione strana, che riporterà qualcuno di voi indietro nel tempo e che lascerà comunque un po’ perplessi gli altri. Ci si abitua, per carità, ma è anche per questo che quella “cresta” lì nel mezzo la sentirete bene col polpastrello.

Lasciando da parte l’estetica, che rimane sempre in parte soggettiva, veniamo a qualcosa di più oggettivo. Come funziona Galaxy Fold? Bene! L’interazione tra i due display è ottima. Utilizzando un’app di Samsung o di Google (e poche altre, tra cui Facebook) nello schermo-cover, ed aprendo il dispositivo, ve la ritroverete avviata all’interno, ovviamente ingrandita, laddove l’avevate lasciata. E vale anche il viceversa, a patto che abilitiate nelle impostazioni le app che volete passino da schermo interno a schermo esterno. Questo perché, di default, quando chiudete Galaxy Fold questo va in sleep.

Il multitasking la fa inoltre da padrone. Nello schermo tablet potete avere fino a 3 applicazioni aperte ed in esecuzione concorrente. Inoltre potrete aggiungerne di altre in forma di finestra fluttuante, che potete ridurre ad icona in modo che non disturbino le app sottostanti. Queste icone a forma cerchio possono essere spostate dove volete ed eventualmente scartate perché non vi diano fastidio.

C’è semmai una cosa che lì per lì un po’ ci ha spiazzato e che non ci aspettavamo: non sapere quale schermo usare. Quello esterno è piccolo; molto più piccolo rispetto agli smartphone cui siamo abituati oggigiorno, e per di più stretto e allungato. Se provate a scattare una foto sentirete subito un po’ di claustrofobia, ma anche leggendo AndroidWorld (non avrai altro sito all’infuori di me – NdR), dopo un paio di articoli inizierà subito a starvi stretto. E allora aprirete Galaxy Fold, ed avrete tutto lo spazio che volete; anche troppo forse.

Insomma, la critica è questa: usato come smartphone, vi farà rimpiangere lo spazio del vostro attuale smartphone; usato come tablet invece perde di immediatezza, perché dovrete comunque aprirlo con due mani e magari ruotarlo. Soprattutto se si tratta di cose veloci, come scattare una bella foto o leggere un breve articolo, è un po’ una complicazione cui non siamo abituati.

Ci vuole insomma del tempo per abituarsi a Galaxy Fold, eppure non è che così che possiamo immaginare il futuro degli smartphone. Magari non in questo modo preciso identico, ma se ci pensate bene questo non è solo il primo dispositivo pieghevole sul mercato, ma è anche il primo che unisca davvero i tre mondi: smartphone, tablet e PC (è supportato DeX, ed ha caratteristiche hardware paragonabili). Ed è verso questa convergenza che l’intera industria sta provando ad andare da anni, soltanto che finora non è mai esistito un dispositivo in grado di riuscirci. Non stiamo dicendo che ce l’abbia fatta in pieno Galaxy Fold (tutt’altro), ma la via è tracciata, e siamo molto curiosi di vedere dove ci porterà.

Se lo foste anche voi, a breve (pre-ordini dal 26 aprile e disponibilità dal 3 maggio) potrete toccare con mano Galaxy Fold in alcuni store selezionati, che saranno pubblicati sul sito ufficiale di Samsung. Non portate però con voi la carta di credito, perché non possiamo garantirvi che poi non farete “la follia”, che vi costerebbe duemila euro tondi tondi.

Prima di lasciarvi al video, devo però farvi le mie personali scuse per la scarsa qualità audio. La registrazione si è corrotta per motivi a me ignoti, visto che nei video precedenti non c’erano stati problemi, ed ho cercato di recuperarla al meglio. Spero che possiate passarci sopra e godervi comunque il senso del filmato.

 

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