La sicurezza di Android continua a migliorare, ma sono sempre in milioni ad essere esposti a dei rischi (video)

Nicola Ligas

Google ha da poco pubblicato l’annuale Android Security & Privacy Year in Review (qui il PDF completo), ovvero un sunto dei progressi fatti nell’ultimo anno in materia. Con oltre 2 miliardi di dispositivi Android attivi, quello della sicurezza è un tema sempre sulla cresta dell’onda, non solo per i privati cittadini, ma anche per chi utilizzi dei dispositivi Android in azienda.

Secondo quanto riportato, lo scorso anno lo 0,08% (sono comunque circa 1,6 milioni) dei dispositivi che hanno installato app soltanto dal Play Store sono stati vittima di app potenzialmente dannose (Potentially Harmful Applications – PHA). Di contro, chi installi app al di fuori di Google Play ha una probabilità di 8 volte superiore di imbattersi in app malevole.

E nonostante questo, rispetto all’anno precedente, e sempre grazie a Play Protect, anche questi dispositivi più a rischio hanno comunque visto una riduzione del 15% nei malware. Ciò perché nel 2018 Play Protect ha evitato l’installazione di 1,6 miliardi di PHA al di fuori di Google Play.

Sempre nel 2018 inoltre, lo 0,45% di tutti i dispositivi con Google Play Protect ha installato uno o più PHA, rispetto allo 0,56% del 2017. Questo significa un progresso di anno-in-anno del 20%. Non solo, ma nel solo Q4 2018 c’è stato un aumento dell’84% di dispositivi che hanno ricevuto le ultime patch di sicurezza.

Percentuali confortanti da una parte, ma ricordate anche che le percentuali mentono, o meglio non evidenziano sempre bene il problema. Se arrotondiamo a 2 miliardi il numero di dispositivi Android presenti, significa che 9 milioni di questi hanno installato un famigerato PHA lo scorso anno. Non sono proprio un numero indifferente, anche se rappresentano solo una piccola minoranza. In ogni caso, installando solo app dal Play Store, questo numero già scende ad 1,6 milioni, il che è più confortante e segno di come si debba sempre usare la massima prudenza nell’installare nuove applicazioni sul proprio dispositivo.

Via: 9to5GoogleFonte: Google