Snapseed supera i 100 milioni di download sul Google Play Store, ma conoscete la sua storia?

Edoardo Carlo Ceretti -

Negli ultimi anni, gli smartphone si sono velocemente trasformati nello strumento privilegiato per scattare fotografie per milioni di persone in tutto il mondo. Di pari passo, abbiamo assistito all’ascesa di Instagram, il social network basato sulla condivisione di immagini, destinato persino a scalzare Facebook per numero di utenti attivi. Vien da sé che il Play Store si sia ben presto popolato di un gran numero di editor fotografici, chiamati ad esaltare i nostri scatti. E una delle app di fotoritocco più apprezzate è senza dubbio Snapseed.

Molti di voi sapranno che si tratti di una delle tante app facenti parte dell’ecosistema di Google, ma non tutti ricorderanno la sua genesi. Snapseed esordì infatti nel 2011 su iPad, sviluppata da Nik Software, per poi approdare nel corso dello stesso anno su iPhone. L’app raccolse grandi consensi, tanto che Google decise di acquistarla nel 2012, facendola debuttare anche su Android e contribuendo a migliorarla.

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Anche grazie all’apporto di Big G, Snapseed è diventata un potete strumento di editing fotografico, adatto sia agli utenti alle prime armi, grazie alla possibilità di applicare filtri pre-impostati, sia a quelli più smaliziati, che possono giocare con strumenti più avanzati, e persino ad utilizzi professionali, grazie al supporto ai file in formato Raw e allo sviluppo degli scatti in modalità non troppo dissimili da quelle offerte da software desktop avanzati.

Questo approccio trasversale le ha dunque permesso di tagliare un traguardo davvero importante, ovvero i 100 milioni di download sul Google Play Store. Snapseed fra l’altro, a differenza di altre app Google, non risulta pre-installata sugli smartphone Android, dunque possiamo dire che la cifra raggiunta sia tutta farina del suo sacco. E voi la utilizzate frequentemente, oppure no?


Via: Android Police