Continua la condivisione di dati con Facebook ad insaputa degli utenti, anche di quelli senza account sul social network

Nicola Ligas

Stando ad un nuovo report di Privacy International, alcune app Android di rilievo, tra le quali quelle di Yelp e Duolingo, continuerebbero ad inviare dati dei propri utenti a Facebook, dati che possono essere usati per identificare detti utenti e quindi per ad tracking. Inoltre questo scambio di dati esula dal fatto che l’utente stesso abbia un account Facebook, permettendo così di tracciare anche persone al di fuori del social network.

Non è chiaro di preciso di che tipo di dati stiamo parlando, ma siccome tra questi c’è anche un identificatore univoco (che è l’advertising ID di Google), non sarebbe difficile associarli al profilo di un utente e coglierne identità, interessi ed informazioni sulla sua routine quotidiana, sapendo ad esempio quando e quante volte un’app (di quelle che condividono detti dati) sia stata avviata. In questo modo Facebook può tracciare gli utenti su tutto il suo network di servizi e presentare comunque pubblicità mirata, ad esempio, anche a coloro che non facciano parte di Facebook stesso.

Il report attuale segue in realtà uno analogo dello scorso dicembre (per non parlare di tanti altri), dopo il quale diverse delle app chiamate in causa hanno interrotto la condivisione di dati, ma non tutte a quanto pare. PI è in contatto con Duolingo che si è impegnato a sospendere questa pratica, ma non è affatto chiaro quante altre app stiano adottando una simile politica. Tra quelle individuate da Privacy International ce n’è anche una dedicata alla Bibbia e due per i musulmani, tanto per darvi un’idea. Il dubbio quindi che il problema sia molto diffuso è lecito, ed è anche un dubbio difficile da dipanare.

Via: The Verge