Le app ‘incriminate’ di Cheetah Mobile ricompaiono sul Play Store sotto mentite spoglie

Edoardo Carlo Ceretti Si tratta di CM Security e CM Browser, che riportano il nome di Leopard Mobile alla voce 'sviluppatore'.

Vi ricorderete del pasticciaccio Cheetah Mobile, azienda che ha curato lo sviluppo di app molto diffuse sul Play Store, accusate sul finire del 2018 di far parte di un sistema fraudolento e dunque rimosse da Google. Alcune di queste però – in particolare CM Security e CM Browser – hanno silenziosamente fatto ritorno sullo store di app Android, grazie a quello che potrebbe essere un escamotage.

Alla voce sviluppatore delle app figura infatti Leopard Mobile, il cui legame con Cheetah Mobile sembrerebbe andare oltre alle evidenti affinità nel nome (da ghepardo a leopardo, il passo è breve). Nella pagina LinkedIn di Leopard Mobile ad esempio, Cheetah Mobile viene definito partner e addirittura ne compare il logo aziendale fra le foto in Google Maps della sede di Leopard Mobile a Taiwan.

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All’epoca del ban, Google aveva intimato a Cheetah Mobile di rimuovere il codice incriminato, per avere la possibilità di far ritorno sul Play Store. Non è chiaro se questo ricomparsa sia avallata da Google, dopo dovuti controlli che abbiano accertato la legittimità delle app, oppure un tentativo di aggirare le sanzioni. Attendiamo che sia fatta luce sulla vicenda ma, per il momento, riteniamo che sia sconsigliabile utilizzare queste app sui vostri smartphone.

Fonte: Android Police
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