Il vero Android Auto arriverà nel 2020, con l’obiettivo di farvi dimenticare dello smartphone durante la guida

Edoardo Carlo Ceretti L'ultima intervista a Patrick Brady – capo del progetto Android Auto – svela i piani di Google per il futuro dello smart automotive.

Android Auto è una realtà consolidata da oltre due anni, con sempre più vetture che lo integrano nel proprio infotainment. Anche noi lo abbiamo provato per darvi le nostre impressioni su potenzialità e note dolenti di un sistema ancora perfettibile, come sa bene Google stessa. Non è un segreto infatti che il colosso di Mountain View sia da tempo al lavoro su un vero e proprio sistema operativo cucito su misura delle esigenze di un’automobile e del suo guidatore, sempre basato su Android (per il momento in versione 9.0 Pie), ma con tante novità all’orizzonte.

Di questo e di molto altro ha recentemente parlato Patrick Brady – dirigente Google incaricato di portare avanti il progetto Android Auto – nel corso di una chiacchierata a ruota libera con i colleghi di The Verge. Fra i tanti argomenti toccati, non si può non partire dalle tempistiche di arrivo sul mercato del vero Android Auto, previsto per il 2020 con le prime automobili firmate Volvo e Audi.

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La chiave del nuovo sistema operativo sarà la capacità di essere integrato direttamente nel computer di bordo delle vetture, senza più la necessità di uno smartphone che proietti – via cavo o wireless – un’interfaccia utente rimaneggiata per adattarsi al display dell’infotainment, come richiede l’attuale versione. Ciò aprirà nuovi scenari per Android Auto, che garantirà un controllo totale su tutti gli aspetti che riguardano l’automobile, oltre ovviamente a rappresentare una fonte di intrattenimento Google Assistant-centrica. Il tutto sarà finalizzato a ridurre al minimo le distrazioni dalla guida, facendo in modo che lo smartphone rimanga relegato nelle tasche del guidatore per tutta la durata del tragitto.

Il nuovo Android Auto avrà l’ambizione di essere una piattaforma per la quale gli sviluppatori facciano a gara per creare software dedicati, senza tuttavia negare l’integrazione con altri servizi esistenti. Anche l’attuale Android Auto non verrà di certo abbandonato nel breve periodo, dato che le auto che a lui si affidano sono già tante e non possono di certo essere condannate alla stessa rapida obsolescenza degli odierni smartphone.

Brady ha inoltre confermato che esisteranno dispositivi di terze parti basati sul nuovo Android Auto – che potranno essere montati su automobili più datate o come alternativa a piacimento degli utenti – che Google lascerà facoltà ai produttori di personalizzare l’interfaccia utente per meglio integrarsi con ciascun modello di automobile e che in futuro vedremo Android Auto persino sulle moto. Per approfondire tutti i temi trattati, potete leggere integralmente l’intervista sul sito di The Verge.

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