Le app che non rispettano i nuovi limiti sulla privacy rischiano di essere rimosse dal Play Store

Vezio Ceniccola

Google userà la mano pesante contro tutte le app che non rispetteranno le nuove limitazioni sulla richiesta dei permessi per leggere la cronologia di chiamate vocali ed SMS, con sanzioni che potrebbero portare fino alla rimozione delle app dal Play Store.

Questa, in sintesi, la nuova strategia che sarà applicata dopo l’approvazione delle nuove regole per la privacy, che puntano a garantire una maggior sicurezza per gli utenti e per i loro dati personali. Gli unici servizi autorizzati alla richiesta di lettura della cronologia delle chiamate e dei messaggi saranno rispettivamente le app per i dialer telefonici e quelle di messaggistica. Tutti gli altri servizi di terze parti saranno limitati e non potranno ottenere questi dati.

Gli sviluppatori di terze parti sono stati già informati di questi cambiamenti sin dallo scorso ottobre ed hanno tempo fino al prossimo 9 marzo per adattare le proprie app. Se ciò non dovesse accadere, come detto si rischia il blocco dell’app sul Play Store.

In caso di particolari necessità per il servizio, è possibile richiedere un’eccezione per la lettura dei dati, ma questa dovrà essere approvata specificatamente da Google stessa, che andrà a valutare la necessità della richiesta dei permessi ed i possibili benefici per l’utente, oltre che la sicurezza del servizio stesso.

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Molte app utilizzano la lettura dei messaggi o delle chiamate per funzionalità che non hanno a che fare con la privacy dell’utente, pensiamo ad esempio alla verifica SMS per l’autenticazione. Fortunatamente, su Android già esistono nuove API che consentono di ottenere le stesse funzionalità senza richiedere permessi specifici per la lettura della cronologia, dunque non dovrebbe essere troppo difficile adeguare i propri servizi ai nuovi standard imposti da Google.

In ogni caso, se volete saperne di più, vi consigliamo di leggere il comunicato ufficiale riportato sul sito degli sviluppatori di Android, in modo da chiarire eventuali dubbi a riguardo se siete voi stessi sviluppatori. Lo potete trovare nel campo fonte proposto qui in basso.

Via: 9to5GoogleFonte: Android Developers