Com’è che Top Shot sui Pixel 3 può catturare una foto migliore della vostra

Nicola Ligas

Una delle funzioni forse più sottovalutate nella fotocamera dei Pixel 3 è Top Shot. Ne abbiamo già parlato più volte, ma adesso è Google stesso a volerci mettere il cappello sopra, con un post molto esaustivo nel quale ne illustra i perché ed i percome.

Top Shot salva ed analizza una serie di frame prima e dopo lo scatto della foto, ma ciò che Google non dice è che questo è possibile solo se Foto in movimento è attivo (quantomeno su automatico). Utilizzando poi tecniche di computer-vision in tempo reale, Top Shot raccomanda uno o più scatti alternativi a quello catturato dall’utente, selezionati in base a vari aspetti (per esempio se il soggetto sta sorridendo, se ha gli occhi aperti o se mostra altre espressioni), e non da ultimo in base alla qualità generale della foto stessa (illuminazione, posizione del soggetto, ecc). Tutta questa elaborazione avviene al volo sul dispositivo, con scarsa latenza e senza accedere al cloud.

Quando premete il pulsante di scatto, Top Shot catturerà fino a 90 immagini, da 1 secondo e mezzo prima dello scatto ad 1 secondo e mezzo dopo, selezionando fino a 2 foto alternative che saranno automaticamente salvate in alta risoluzione (potrete vedere anche tutti gli altri frame a più bassa risoluzione e sceglierne comunque uno, se proprio volete). Il chip Visual Core dei Pixel 3 viene usato per elaborare questi scatti alternativi in HDR+, al costo di un minimo di ritardo. Aprendo l’immagine in Google Foto e visualizzando tutti i frame della Foto in movimento, quelli selezionati da Top Shot saranno contraddistinti da un pallino. Per approfondire ulteriormente la dinamica di questa funzione, potete fare affidamento al link alla fonte. Peccato che non ci sia un segno chiaro nella libreria di Google Foto per distinguere le foto con Top Shot dalle altre, come invece avviene per modalità ritratto, foto notturna o altre modalità (video, collage, ecc.).

Fonte: Google