Android diventa ancora più aperto e trasparente (per chi ne capisce di programmazione) (foto)

Roberto Artigiani

L’Android Open Source Project esiste ormai da più di 10 anni. Nel corso del tempo però sono state applicate delle restrizioni: vuoi per bisogni di business o per mantenere il segreto su nuove funzioni per consentire un lancio in grande stile, il codice non è stato sviluppato davanti a tutti.

Le cose però cambiano e grazie a Project Treble – le cui ripercussioni sull’ambiente del robottino verde sembrano sempre più positive col passare del tempo – il team di sviluppo di Android ha potuto testare GSI su un apprezzabile numero di dispositivi. Allo stesso tempo è stato più facile anche collaborare con i partner per risolvere bug e anomalie di vario tipo nell’AOSP. Come risultato più del 40% dei commit presenti nel repository nel terzo trimestre dell’anno è arrivato dalla filiera open source.

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Continuando in questa direzione il team di sviluppo ha ulteriormente aperto il resoconto delle proprie attività che sono ora visibili per tutti all’indirizzo https://ci.android.com/. In questo modo il team spera di rendere ancora più semplice la vita ai partner che vogliono collaborare a test presubmit (ossia prima che il codice sia verificato) e soprattutto avviare un programma di test continui (come la Compatibility Test Suite) per garantire in ogni momento che il codice sia pronto ad essere rilasciato.

La nuova dashboard permette di accedere alle varie revisioni e a ogni componente. Gli interessati troveranno qui maggiori informazioni sulla struttura della matrice. Il DroidCop team si occuperà di assicurare la solidità del progetto che è stato annunciato come il primo di una serie a venire nei prossimi mesi.

Fonte: Android Developers
AOSP