Con una finta testa stampata in 3D, Forbes ha ingannato 4 smartphone Android, ma non iPhone X (video)

Nicola Ligas - Ma qual è il senso di questo test?

Thomas Brewster di Forbes si è (molto probabilmente) divertito a fare un esperimento. Ha memorizzato il suo volto come metodo di sblocco su 5 smartphone: iPhone X, LG G7, Galaxy S9, Galaxy Note 8 e OnePlus 6. Poi ha creato una copia “professionale” della sua testa, ripresa da 50 fotocamere per un’assoluta fedeltà e stampata in 3D; il tutto alla modica cifra di 300£ (circa 333€ al cambio attuale). E infine ha provato a sbloccare i 5 smartphone in oggetto tramite la sua testa falsa.

Il risultato lo avrete già intuito dal titolo dell’articolo, ma lo riassumeremo comunque in breve:

  • iPhone X non è mai stato ingannato
  • LG G7 è migliorato col tempo, ma ha comunque riconosciuto il volto falso come autentico
  • S9 è stato ingannato ma solo dopo qualche tentativo, ed ovviamente lo scanner dell’iride ha dato sempre esito negativo
  • Note 8 ha capitolato praticamente come S9
  • OnePlus 6 è stato il più veloce nel riconoscere il volto falso come autentico, ed è stato anche l’unico dei 4 smartphone Android a non avvertire l’utente sul fatto che il face unlock è un metodo di autenticazione poco sicuro
  • Bonus: Microsoft Windows Hello (non sappiamo su quale PC) ha passato il test, esattamente come Apple

Le conclusioni che ne traiamo non sono però identiche a quelle di Forbes: “little surprise the two most valuable companies in the world offer the best security“. Non è una questione delle due aziende che valgono più al mondo e delle quali potersi quindi fidare.

Troviamo più corretta la replica data da OnePlus, che ha sottolineato come il face unlock non sia un metodo di autenticazione utilizzato per nulla più che lo sblocco dello smartphone; non è cioè impiegato quando sono coinvolti dati sensibili o transazioni bancarie, proprio perché non sicuro come un’impronta digitale o una password, ad esempio. Ed a parte OnePlus, tutti gli altri produttori hanno avvertito gli utenti di questo fatto.

Praticamente tutti gli smartphone Android offrono inoltre più di un metodo di autenticazione biometrica. Lo scanner dell’iride dei Samsung, per esempio, non è stato ingannato, e poi ci sono i lettori di impronte digitali. Sui iPhone X invece c’è solo il face ID, che può essere utilizzato anche per autorizzare dei pagamenti: se non fosse sicuro quello, sarebbe ben più grave.

Il paragone tra iPhone e Android è insomma viziato dalla diversità delle tecnologie impiegate e dallo scopo che esse vogliono raggiungere; per non parlare del fatto che è lo stesso autore di Forbes ad aver prestato la sua faccia per farne “un calco” in modo da ottenere la massima somiglianza; nella realtà difficilmente posereste per un malintenzionato.

Ciò nonostante non dovete sottovalutare l’importanza dello sblocco del vostro smartphone. È vero che in questo caso è stata utilizzata una procedura elaborata e costosa, ma se avete dati sensibili nel vostro telefono e non volete correre rischi, la cara vecchia password (lunga e complessa) è ancora la soluzione migliore. Dipende tutto dal grado di sicurezza di cui avete bisogno, e/o da quanto i vostri amici/nemici sarebbero disposti a spendere per entrare nel vostro smartphone.

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