OnePlus chiude la porta agli sviluppatori di custom rom: fine dell’idillio con la comunità del modding? (aggiornato: replica)

Edoardo Carlo Ceretti

C’era una volta OnePlus One, il sedicente flagship killer che poteva contare su un prezzo ultra competivivo in relazione alla sua piattaforma hardware e uno sconfinato supporto della comunità del modding, non solo tollerato ma anzi assecondato da OnePlus stessa. Diverso tempo dopo, ecco che sul mercato si affaccia OnePlus 6T, che con il lontano erede condivide solo vagamente la politica dei prezzi (pur con molti meno compromessi hardware), ma è ancora tra i più amati dai modder. O forse no?

È infatti bastato un semplice cinguettio di John Wu – meglio conosciuto come topjohnwu e meglio ancora come il creatore di Magisk – per mettere in discussione presente e futuro di OnePlus nell’universo modding. Fino a OnePlus 6 infatti, il produttore cinese era solito inviare unità omaggio dell’ultimo smartphone prodotto ai migliori sviluppatori indipendenti sparsi per il mondo, al fine di consentire loro di mettersi subito al lavoro per confezionare custom rom, recovery, kernel, mod, trick e chi più ne ha più ne metta.

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Una pratica virtuosa, che ha permesso agli smartphone OnePlus di diventare presto leader della community, ma che sarebbe ormai soltanto un ricordo. John Wu ha infatti rivelato che il marchio cinese abbia smesso di inviare le unità di sviluppo a gente come lui, Francisco Franco (padre dell’omonimo kernel), Dee’s Troy (TWRP) e molti altri ancora. Il risultato sarà senza dubbio un’efficacia più ridotta dell’universo modding per gli smartphone OnePlus, soprattutto nel lungo termine, dato che per OnePlus 6T bene o male i lavori portati a termine sul predecessore rimangono quasi tutti validi.

Da parte di OnePlus non si tratta di certo di un giro di vite dettato da motivi economici, basta infatti constatare quante unità omaggio abbia inviato a blogger e youtuber italiani ben poco influenti in termini di visibilità. Ma il motivo è probabilmente quello: OnePlus è ormai matura, non ha più bisogno del modding per conquistare la fiducia della nicchia di nerd, ma può puntare forte sul grande pubblico, che è molto più sensibile al marketing (pubblicità su larga scala e piccoli youtuber, tutto fa brodo) di quanto non lo sia all’ultima versione di un kernel. Sarà davvero così o si sarà trattato soltanto di un equivoco?

Aggiornamento28/11/2018 ore 12:00

Sembra sempre più difficile che si tratti di un equivoco la decisione di OnePlus di interrompere i rapporti con gli sviluppatori indipendenti. In galleria vi riportiamo uno screenshot dell’annuncio fatto da un membro del team nel gruppo Slack, utilizzato dallo staff OnePlus per comunicare direttamente con gli sviluppatori. Per il futuro, la porta sembra socchiusa, ma difficilmente OnePlus tornerà sui suoi passi, a meno di improbabili sollevazioni popolari.

Aggiornamento29/11/2018 ore 17:15

Dopo il polverone sollevato nel mondo del modding, OnePlus ha voluto replicare sull’argomento, spiegando di aver sì chiuso il programma di collaborazione con gli sviluppatori, ma soltanto temporaneamente. OnePlus ha intenzione di riorganizzarlo in futuro, seguendo criteri differenti rispetto al passato, ma continuando ad assecondare e incentivare lo sviluppo indipendente. Speriamo davvero che si tratti di un lieto fine.

Apologies, we weren’t as clear as we could have been. We’ve temporarily scaled back our developer program while we work out how to make it even better in the future. We’ll be updating the selection criteria and communication channels with developers in our seeding program for better co-operation. We will restart the program and select Devs based on the new criteria and will work on providing the best possible support to community development efforts for OnePlus devices.

Via: XDA Developers