Anche Oppo bara nei benchmark? Quali dispositivi pompano le loro performance e come ci riescono (foto) (aggiornato: replica di Oppo)

Anche Oppo bara nei benchmark? Quali dispositivi pompano le loro performance e come ci riescono (foto) (aggiornato: replica di Oppo)
Vincenzo Ronca
Vincenzo Ronca

Torniamo sul tema dei punteggi ottenuti dai dispositivi durante i test benchmark, dopo la vicenda accaduta tra Huawei, AnandTech e 3D Mark, perché anche Oppo indurrebbe i propri dispositivi a ottenere dei punteggi sovrastimati.

L'analisi è svolta principalmente sui punteggi ottenuti da diversi smartphone durante i test sulla piattaforma 3DMark. Alla base di tutto, il meccanismo per indurre la sovrastima del punteggio non è complicato: alcuni dispositivi "si accorgono" di eseguire un'app di benchmark, come quella pubblicata sul Play Store di 3DMark, e usano tutte le risorse hardware al massimo della potenza ottenendo un punteggio più alto di quello che otterrebbero in condizioni di funzionamento standard.

3DMark ha verificato che alcuni dispositivi Oppo attuano questo meccanismo: nella prima immagine in galleria potete vedere un confronto tra i punteggi ottenuti da Oppo Find X ed Oppo F7 con l'app pubblica di 3DMark e quelli ottenuti con una versione privata della stessa, non nota nemmeno ai produttori. I punteggi ottenuti con la pubblica sono più alti del 41%, nonostante la natura del test sia identica.

Il team di 3DMark ha interpellato la stessa Oppo a tal proposito e l'azienda cinese ha ammesso che i propri dispositivi attuano questo "comportamento": il processore viene autorizzato a funzionare alla massima potenza, inibendo il limite imposto alle performance durante l'uso standard dello smartphone da parte dell'utente. Quest'ultimo meccanismo di limitazione si attiva dopo 5/10 secondi che l'utente non interagisce attivamente con il device.

3DMark ha comunque deciso di rimuovere dalla propria lista di smartphone testati Oppo Find X ed Oppo F7: secondo il loro regolamento, è permesso ai produttori adattare le performance degli smartphone secondo il carico computazionale richiesto ma non è permesso adattarle secondo il nome dell'app che si sta eseguendo, esattamente come sarebbe avvenuto nel caso riportato sopra.

Nella seconda immagine in galleria potete osservare diversi smartphone, anche di Huawei e Honor, che hanno mostrato lo stesso comportamento nello stesso confronto; mentre nella terza immagine potete osservare altri dispositivi (Nokia, Xiaomi, OnePlus, Samsung) che non riconoscono la differenza tra test pubblico e privato di 3DMark.

Aggiornamento 01/11/2018 ore 15:35

In seguito all'esclusione dei suoi dispositivi dalla lista di smartphone testati da 3DMark, Oppo ha chiarito la sua posizione. L'azienda ha ammesso che il software integrato sui suoi device implementa alcune funzionalità per riconoscere e catalogare le app in esecuzione attraverso l'analisi del nome; questo sarebbe necessario per evitare consumi eccessivi o abusi delle risorse hardware.

In base a questo tipo di rilevazioni, il software gestisce e regola l'apporto dato da tutte le risorse di sistema. Per evitare qualsiasi tipo di influenza sui test benchmark da parte di questo tipo di meccanismo, Oppo ha deciso di rimuovere completamente tutti i nomi associati alle app di benchmark dalla piattaforma di analisi dei diversi package name. La mossa di Oppo ha sicuramente l'intento di rafforzare la trasparenza dell'azienda in questa vicenda e mettere a tacere le precedenti critiche ricevute.

Al momento, i dispositivi Oppo rimarranno esclusi dalla lista di 3DMark ma presumiamo che emergeranno novità in tal senso nell'immediato futuro.

Via: First Post
OPPO Find X

OPPO Find X

  • Display 6,42" FHD+ / 1080 x 2340 PX
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  • CPU octa 2.7 GHz
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  • Memoria Interna 128 / 256 GB Espandibile
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