Google obbliga i produttori a due anni di aggiornamenti di sicurezza per i modelli con almeno 100.000 utenti

Nicola Ligas

Secondo dei documenti riservati ottenuti da The Verge, Google richiede adesso ai produttori di dispositivi Android almeno due anni di aggiornamenti di sicurezza obbligatori. In particolare, nel contratto che i vari Android partner stipulano con Google sarebbe specificato che nel primo anno dovranno rilasciare almeno 4 aggiornamenti di sicurezza, mentre nel secondo anno non è specificato un numero minimo, ma sono comunque obbligatori, in base a dei vincoli che vedremo a breve.

Questi termini si applicano infatti a qualsiasi dispositivo lanciato dopo il 31 gennaio 2018, che sia stato attivato da più di 100.000 utenti, ed in data 31/07/2018 il 75% dei modelli interessati li rispettava. A partire dal 31 gennaio 2019, Google richiederà che tutti i dispositivi che rientrino in questi termini ricevano effettivamente gli aggiornamenti.

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I produttori devono inoltre rispettare una precisa finestra temporale di 3 mesi. Ovvero, alla fine di ogni mese, i dispositivi interessati devono essere protetti almeno contro le vulnerabilità individuate più di 90 giorni prima. E questo si applica anche ai nuovi modelli, cioè non può essere venduto uno smartphone che al momento del lancio non rispetti tali requisiti. In questo modo, anche senza un minimo annuo prefissato, entro i primi due anni potrete stare comunque relativamente sicuri.

E se un produttore fallisse nel tenere il passo con queste regole, Google si riserva il diritto di rifiutare l’approvazione di futuri smartphone di quella stessa azienda. Per di più c’è un’ulteriore buona notizia. Questi termini si riferiscono nello specifico ai dispositivi Android distribuiti in Europa, anche se ci sono buone probabilità che i vincoli a livello globale siano più o meno gli stessi.

Non sarà insomma certo la panacea alla frammentazione, dato che si parla solo di aggiornamenti di sicurezza, ma queste regole testimoniano l’impegno di Google in questo ambito. L’unico dubbio rimane sul vincolo dei 100.000 utenti: come fa un consumatore a sapere che lo smartphone che sta per acquistare sia (o sarà) così popolare? A prescindere è difficile dirlo, ma se comprate da un brand famoso, ci sono buone probabilità che la maggior parte della sua line-up sia coperta. Di certo non ci sono dubbi per i top di gamma da svariate centinaia di euro.