6 cose che ancora non sapevate su Google Pixel 3 e Pixel 3 XL (foto e video)

Edoardo Carlo Ceretti

Google ha presentato i nuovi Pixel 3 e Pixel 3 XL ormai più di 10 giorni fa e da allora, se siete appassionati di questo mondo, avrete letto fiumi di parole e guardato ore di filmati (compresa la nostra recensione della versione XL, vero?) sul loro conto. Se pensavate però di conoscere ormai morte e miracoli dei nuovi smartphone made in Mountain View, vi sbagliate di grosso. Ecco 6 cose che ancora non sapete sui Pixel 3.

La modalità Top Shot ha qualche limite di troppo

Una delle novità software relative al comparto fotografico dei Pixel 3 risponde al nome di Top Shot, una modalità che promette di scattare una serie di foto aggiuntive, prima e dopo l’effettiva pressione sul pulsante di scatto, in modo da consentirci di scegliere lo scatto migliore. Sembra però che, in questa modalità, le foto non vengano salvate a piena risoluzione (ossia 12,2 megapixel), bensì a soli 3 megapixel. Un compromesso forse necessario per non riempire troppo in fretta la memoria interna del dispositivo, ma anche risultati non sempre all’altezza in termini di dettaglio, come potete vedere voi stessi dalle immagini.

Nel solco dei Pixel 2 anche per… i problemi nella registrazione audio

Se ben ricordate, lo scorso anno a quest’ora avevamo accolto i Pixel 2 che, oltre a vantare una qualità fotografica invidiabile, avevano da subito iniziato ad inanellare una serie di problematiche software da guinness dei primati. Fra questi spiccavano problemi audio e sembra che anche i Pixel 3 non abbiano perso il vizietto. Dai primi test, l’audio delle riprese video risulta basso, distante e metallico, non certo da top della categoria. Google ha risposto assicurando di aver lavorato a lungo alla capacità dei nuovi smartphone di rimuovere fruscii e rumori di fondo, per garantire un audio soddisfacente all’aperto, lasciando intendere che, più che di un problema, si tratti di un piccolo effetto collaterale di un approccio virtuoso. Basterà come spiegazione per chi ha investito quasi 1.000€?

Pixel 3 XL è capace di riprodurre video in 1.440p HDR a 60 FPS

I nuovi Pixel però, sono anche in grado di sorprenderci in positivo. In particolare ci riferiamo a Pixel 3 XL, capace di sfruttare pienamente il suo display POLED da 1.440 x 2.960 pixel, grazie alla riproduzione video che si spinge fino al 1.440p HDR a 60 FPS. A svelarlo è il menu contestuale di YouTube, che dimostra questa interessante capacità del nuovo Pixel, che il suo diretto predecessore non era ancora in grado di gestire. Il fratello minore non può vantare lo stesso risultato, ma d’altronde sarebbe pressoché inutile, data la risoluzione del display che non si spinge oltre il full HD+.

Gli angoli arrotondati del display di Pixel 3? Col ritocchino

Google deve avere una strana ossessione per le forme rotondeggianti. Dopo averne fatto un vero mantra per la sua revisione del Material Design, la sua mania di perfezionismo di giottesca memoria ha investito anche gli angoli del display di Pixel 3. Come potete vedere dalla GIF qui sotto, subito dopo l’accensione del dispositivo, Google ha imposto che una minima porzione del display si spenga, per ritoccare il raggio di curvatura degli angoli, senza ripercussioni tangibili (né positive né negative) sull’esperienza d’uso. Bizzarro però che Google non sia intervenuta anche sugli angoli di Pixel 3 XL che, a causa del notch, risultano asimmetrici fra parte superiore e inferiore.

Il tema scuro dell’interfaccia può essere impostato in base all’orario

Lo scorso anno, Android Oreo ha introdotto la possibilità per i Pixel di abilitare automaticamente un tema scuro dell’interfaccia in base alle tonalità dello sfondo della home prescelto. Quest’anno, Android Pie fa un ulteriore passo in avanti, dando la possibilità agli utenti dei nuovi Pixel 3 di impostare automaticamente il passaggio al tema scuro in base al momento della giornata. Al calare della sera dunque, il vostro Pixel potrà passare ad un tema che più si confà alle tenebre, per la gioia degli amanti di questi piccoli tocchi di classe.

I nuovi Pixel 3 sono i primi a supportare Android Protected Confirmation

Introdotta con Android Pie, la funzione chiamata Android Protected Confirmation mira a rendere ancora più sicura alcune operazioni che lo richiedono, come le transazioni bancarie. Si tratta infatti di un’interfaccia altamente semplificata, che appare soltanto in occasioni ben specifiche (come appunto pagamenti di ingenti somme di denaro) e che richiede una doppia pressione del tasto di accensione per confermare. Un’azione che soltanto un utente in carne ed ossa è in grado di eseguire, scongiurando una possibile intrusione da remoto. E i nuovi Pixel 3 sono i primi smartphone a supportare questa novità.

Via: 9to5 Google (1), (2), Android Police (1), (2), The Verge, XDA Developers