La licenza per il Play Store in Europa dovrebbe costare fino a 40$ per dispositivo

Nicola Ligas Ma Google ha forse trovato il modo per non "farcela pagare"

Secondo dei documenti riservati ottenuti da The Verge, la licenza per pre-installare il Play Store ed altre app di Google potrebbe costare ai produttori di smartphone e tablet Android fino a 40$. Ricordiamo infatti che, in seguito alla multa dell’Unione Europea a Google, quest’ultimo ha deciso di far pagare una licenza per preinstallare le sue app nella UE.

Secondo i dati riportati da The Verge, la UE sarebbe idealmente divisa in 3 rami: quello più caro è formato da UK, Svezia, Germania, Norvegia, e Olanda. In questi paesi uno smartphone con uno schermo a densità superiore ai 500ppi costerà alla sua azienda 40$ di licenza per avere la suite di app Google (tranne Search e Chrome, che sono a parte). I dispositivi con 400-500ppi dovrebbero invece pagare 20$, mentre sotto i 400 ppi il costo scende a 10$.

Non abbiamo il dettaglio preciso per tutta l’Europa, ed in particolare per l’Italia, ma sappiamo che il costo minimo è 2,50$, ma solo in alcuni paesi e solo su smartphone low-end. I prezzi cambiano per i tablet, dove il prezzo massimo è di 20$ per dispositivo.

Non è ben chiaro perché Google abbia preso i “ppi” come discriminante, ma probabilmente è solo un modo grossolano per distinguere tra fascia alta (che logicamente avrà schermi a più alta risoluzione) e fascia più bassa. Certo è che pagare fino a 40 dollari per il software di ogni singolo smartphone, difficilmente non potrà incidere sul suo prezzo al dettaglio; ma forse c’è una buona notizia (per noi).

I produttori potrebbero infatti non addossarsi interamente i costi di cui sopra, pre-installando Chrome e Ricerca Google sui propri dispositivi. Google paga infatti una percentuale, in base alle ricerche effettuate dal browser stesso, a quelle aziende che preinstallino Chrome e gli diano prominenza collocandolo nella dock dei propri smartphone. Dato che Chrome e Search non fanno più parte del “pacchetto base Google”, questi introiti vengono meno, e l’idea di Google sembra proprio essere quella di incentivare la loro pre-installazione, in modo da “scontare” il costo di licenza del Play Store.

Diciamo che Chrome e Ricerca non sono più “obbligatori” come prima, ma Google sembra comunque aver trovato il modo per renderli appetibili agli occhi dei produttori, che in questo modo assorbirebbero i nuovi costi di licenza. Questo dando per scontato che i vari OEM vogliano a tal punto avvalersi del Play Store (e degli altri servizi Google).

In Cina non è così da tempo (per tutt’altri motivi) e gli store di terze parti proliferano, ma dalle nostre parti non è così facile, e probabilmente il fatto che il Play Store sia così radicato avrà il suo peso, i produttori accetteranno “l’accordo” e tutto resterà più o meno come ora (ma ciò non scongiura comunque del tutto possibili rincari). Del resto, se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi. Almeno fino alla prossima puntata.