I Pixel 3 prendono in prestito un chip dai server di Google per diventare i più sicuri di sempre

Nicola Ligas

Nei Pixel 3 Google ha fatto un passo in avanti in tema di sicurezza, non tanto a livello software, quanto hardware. Ecco a voi Titan M, un custom chip di livello enterprise realizzato espressamente per i Pixel 3, per tenere al sicuro i dati più sensibili ed il sistema operativo stesso. Titan M è in pratica la versione mobile del Titan chip già usato da tempo nei data center di Google Cloud, giusto per darvi un’idea del livello di sicurezza di cui stiamo parlando.

  • Sicurezza nel Bootloader: Titan M si assicura che stia girando una versione di Android non alterata, ne impedisce il downgrade e previene attacchi mirati a sbloccare il bootloader (che dovrebbe comunque rimanere sbloccabile tramite la procedura ufficiale – NdR).
  • Protezione del lock screen & Disk Encryption On-Device: Titan M verifica il codice di sblocco del lock screen, e limita il numero di tentativi di login, rendendo al contempo l’intero processo più sicuro.
  • Transazioni sicure in app di terze parti: Titan M protegge anche le app di terze parti e mette al sicuro le transazioni sensibili, in congiunzione con Android 9 Pie.
  • Resistenza agli Insider Attack: il firmware di Titan M non sarà mai aggiornato, a meno che non abbiate inserito la vostra passcode.

Nei prossimi mesi, il firmware di Titan M verrà reso open-source, affinché tutti possano ispezionarlo. L’impegno verso la sicurezza di Google passa insomma anche da qui, e sebbene possa sembrare ridondante per molti utenti, anche solo considerando l’aumento di transazioni e scambio di denaro tramite smartphone, è davvero il caso di dire che la sicurezza non è davvero mai troppa.

Fonte: Google