Il Play Store avrà a breve un costo di licenza in Europa: non è che smartphone e tablet rincareranno?

Nicola Ligas - Google ha apportato delle modifiche alla licenza delle sue app per adempiere alle richieste dell'Unione Europea, ma non è che "le spese" le faremo noi utenti?

La scorsa settimana, Google ha presentato istanza di appello contro la maxi-multa della UE dello scorso luglio, ma nell’attesa di scoprire l’esito di tale appello, BigG ha anche apportato delle modifiche agli accordi di licenza con i produttori, per adempiere alle richieste della UE. Queste modifiche entreranno in vigore a stretto giro, dal 29 ottobre 2018, e riguarderanno tutti i nuovi smartphone e tablet lanciati nello “spazio economico europeo” (che in seguito indicheremo genericamente con “Europa”)

Non è quindi del tutto detto che si tratti di modifiche definitive, ma nel prossimo futuro le regole saranno queste, ed è bene essere anche preparati alle possibili conseguenze. Per meglio capirle, vediamo subito quali cambiamenti Google si appresta ad apportare.

  • I produttori Android che vogliano utilizzare le app Google potranno anche realizzare smartphone e tablet “non compatibili”, ovvero con dei fork di Android, ma solo in Europa. In precedenza l’accordo proibiva a chi volesse utilizzare le Google Apps di realizzare anche detti fork.
  • La licenza delle app Ricerca Google e Chrome browser sarà separata da quelle delle altre app della Google mobile application suite. Dato che la pre-installazione di Google Search e Chrome assieme alle altre app ha contribuito a finanziare lo sviluppo e la libera distribuzione di Android, Google introdurrà una licenza a pagamento per smartphone e tablet destinati all’Europa che vogliano usare i servizi di Google. Android rimarrà libero ed open source.
  • Ci saranno licenze a parte per Google Search e Chrome, e nuovi accordi commerciali per la non-esclusiva preinstallazione e posizionamento di queste due app. Come prima, app concorrenti potranno essere preinstallate assieme a quelle di Google.

In breve: la “base” di Android (ovvero AOSP) rimarrà com’è stato finora, ma chi vorrà utilizzare il Play Store e le altre app di Google (escluse Ricerca e Chrome) in Europa dovrà pagare una licenza; l’entità di tale licenza non è nota. Chi volesse preinstallare anche Chrome e Search ovviamente potrà farlo gratuitamente, ma non sarà obbligato; ed è facile immaginare che un’azienda come Samsung, tanto per fare un esempio, preferirà includere solo il proprio browser anziché affiancarlo a quello di Google.

Il nodo da sciogliere è però il costo di licenza per avere il Play Store. Se da una parte infatti nessuno obbliga i produttori Android a pagarlo, dall’altra è anche difficile immaginare che ne vorranno fare a meno, considerando che parliamo della principale fonte di approvvigionamento di app. Anche Samsung, che pure ha il suo Galaxy Apps, non prenderà una simile decisione a cuor leggero. Non ci immaginiamo insomma che nessuno dei maggiori produttori farà a meno del Play Store da un giorno all’altro.

Il punto è che se adesso gli OEM dovranno sostenere un costo che prima non c’era, e chi ne farà le spese? Ovvero, non è che smartphone e tablet Android venduti nella UE rincareranno? La domanda al momento è retorica e priva di una risposta inequivocabile, ma il dubbio rimane più che legittimo, e senz’altro torneremo a parlarne nel prossimo futuro.

Fonte: Google