Google è troppo severo con gli sviluppatori Android? Su Reddit monta la polemica

Nicola Ligas

Più volte, nel corso degli anni, vi abbiamo segnalato alcuni casi eclatanti di account sviluppatori bannati dal Play Store, o di app rimosse senza troppe spiegazioni e senza apparenti e gravi violazioni, per questo ci ha incuriosito un thread pubblicato su Reddit pochi giorni fa, che sta acquisendo sempre più vigore.

In breve, Google viene accusato di “tirannia”, di essere troppo inflessibile e soprattutto di non sentire ragioni, di bannare account per ragioni sconosciute/superficiali, e senza cercare una soluzione assieme allo sviluppatore interessato, che può vedersi cancellati anche tutti gli account associati.

Immaginate di essere uno sviluppatore, e di avere come principale (se non unica) fonte di reddito proprio quella derivante dalle vostre app, e che questa fonte vi venga sottratta da un giorno all’altro senza praticamente possibilità di appello. Non è certo una bella prospettiva, ma si è già concretizzata per alcuni.

Purtroppo non è facile capire bene l’entità del fenomeno, e soprattutto valutare l’effettiva “sordità” (o meno) di Google alle ragioni degli sviluppatori. Per uno sviluppatore che protesta a ragion veduta, magari ce ne sono cento che cercano solo di “fare i furbetti”; o magari le proporzioni sono esattamente invertite. Non possiamo saperlo appunto, e di certo non deve essere facile stare dietro a tutte le richieste in modo rapido e puntuale.

Mettendoci nei panni di Google, che comunque deve tenere al sicuro il Play Store, le app ed i suoi utenti da chi potrebbe approfittarsi di loro, capiamo anche che una certa rigidità sia una forma di autodifesa condizionata, ma questo non giustifica eventuali abusi. Del resto che Google sappia “farsi odiare” non ci meraviglia troppo: ne parlavamo già anni fa, in modo più ampio di così.

Lo sviluppatore che ha aperto il thread ha contattato anche l’Unione Europea, che ha risposto di aver già preso misure contro Google in tal senso, citando però i casi di Google Shopping e di Google Search, che ben poco hanno a che vedere con quello di cui stiamo parlando.

Non possiamo insomma tirare le somme di un caso che conosciamo solo in modo molto frammentario, ma speriamo che, proprio dandogli spazio, ne potremmo capire meglio la reale entità e che, se una cambio di rotta da parte di Google fosse necessario, ci si possa arrivare in tempi e modi ragionevoli.