Rimozione del jack audio, screen unlock, ricarica wireless e certificazione IP: il CEO di OnePlus ne ha per tutti

Nicola Ligas

Pete Lau, CEO di OnePlus, ha rilasciato un’intervista a Cnet, nel corso della quale ha svelato diversi retroscena su OnePlus 6T e su alcune “scelte difficili” che l’azienda ha dovuto compiere.

Jack Audio

Togliere il jack audio è stata, per bocca di Lau, “la più difficile decisione di sempre“. E le ragioni di questa rinuncia sono sostanzialmente due: la sempre maggiore adozione delle cuffie wireless, e l’introduzione di un lettore di impronte sotto al display, che va a rubare spazio internamente proprio laddove stava il jack audio.

Molteplici sondaggi indicano infatti che, complice probabilmente anche Apple, sempre più utenti stanno facendo a meno degli auricolari cablati. Il pubblico sente la mancanza del jack da 3,5mm, ma comunque la sua presenza o meno non è così determinante al momento dell’acquisto. O almeno questo hanno indicato i sondaggi di OnePlus. Il tam-tam scatenato su internet in seguito alla notizia della rimozione del jack sembra però indicare una realtà diversa.

Screen Unlock

OnePlus voleva un lettore di impronte sotto al display già sul 5T. La tecnologia per farlo non era pronta al momento, e tutto è slittato di un anno. “Dopo che avrete provato Screen Unlock – assicura Lau – ve ne innamorerete e realizzerete che è quella l’esperienza che volevate“. Screen Unlock, se non fosse chiaro, è il nome dato da OnePlus alla tecnologia di sblocco nascosta sotto al display. Quando l’utente tocca l’area dello schermo designata, il display si accende per illuminare il dito e l’impronta viene letta da un sensore ottico ed elaborata: se corrisponde a quella memorizzata, lo schermo si sblocca.

Il rovescio della medaglia è lo spessore maggiorato di 0,45 mm, che però è servito anche per far crescere la batteria di ben 500 mAh. Ci potrebbe però essere un peggiore effetto collaterale: l’aumento di prezzo. “Screen Unlock è una tecnologia molto nuova e non è economica“. Preparatevi quindi ad un lieve ritocco al rialzo, speriamo solo non troppo.

Ricarica Wireless

In molti vorrebbero la ricarica wireless sugli smartphone OnePlus, ma per il momento dovranno rinunciarvi. Il Dash Charge è infatti così valido che non è facile ottenere performance anche solo paragonabili, con un metodo di ricarica induttiva. Inoltre lo smartphone dovrebbe probabilmente ispessirsi e probabilmente scaldare più di quanto siano abituati gli utenti OnePlus.

Ci stiamo lavorando, ed il giorno in cui il wireless charging sarà abbastanza veloce senza scaldare, allora credo che integreremo quella tecnologia“. Soltanto che quel giorno non è adesso.

Certificazione IP

Secondo Pete Lau, OnePlus 6T è più water resistant di tutti i suoi predecessori, e può sopravvivere tranquillamente ad una caduta accidentale nel lavandino o ad una pozzanghera nella pioggia. Il problema è un solo: il costo della certificazione IP. Lau cita proprio “30 dollari o più” sul prezzo finale, che dal suo punto di vista non è ragionevole far pagare a tutti gli acquirenti, solo perché qualche utente vorrebbe a tutti i costi la sua certificazione.

Comprendiamo il suo ragionamento, tanto più che, senza un IP rating ufficiale, gli utenti staranno probabilmente anche più attenti a non bagnare il proprio telefono. Ciò non toglie che, in un mondo in cui tutti i principali competitor hanno ormai un qualche grado di IP, la sua assenza ti faccia apparire inferiore, in un certo qual modo.

Foto: Getty Image