Ecco perché Huawei non fornisce processori Kirin alle altre aziende

Roberto Artigiani

Tra qualche giorno potremmo finalmente vedere all’opera il tanto atteso Kirin 980, il nuovo potentissimo SoC prodotto da Huawei. Il processore su cui sono puntati le attenzioni del mercato sarà a bordo di Huawei Mate 20 Pro che verrà presentato il 16 ottobre. Al di là delle dichiarazioni altisonanti dell’azienda, si tratta comunque di una tecnologia che dovrebbe essere in grado se non di superare almeno di rivaleggiare con il nuovo chip A12 Bionic recentemente presentato da Apple.

Huawei ha fondato la società HiSilicon nel 2004 per la produzione dei Kirin e da allora ha utilizzato questi SoC nella maggior parte dei suoi smartphone. Praticamente tutti i suoi top di gamma e dispositivi di fascia media infatti sono equipaggiati con il processore “fatto in casa”, mentre gli smartphone di fascia bassa si devono “accontentare” dei chip Snapdragon serie 400.

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In molti si sono chiesti negli anni come mai l’azienda cinese non vendesse i suoi processori anche alle altre aziende, portando a casa bei profitti ed espandendo le operazioni nel settore hardware. Ora è finalmente arrivata una risposta ufficiale: “Kirin non è business, ma un prodotto o una tecnologia che ci dà un vantaggio competitivo verso i nostri rivali del settore smartphone“.

Queste parole sono state comunicate alla stampa dopo che Brody Ji, uno dei manager Huawei, ha confermato che la società non ha intenzione di cambiare la propria strategia in futuro e che considera i Kirin come una proprietà intellettuale da usare a proprio vantaggio nella competizione con gli altri marchi.

Via: GizmoChina