I Samsung Galaxy sono davvero il riferimento del mondo Android (opinione)

Emanuele Cisotti E questo non ha necessariamente dei risvolti positivi.

L’avvento della serie Pixel nel mondo Android ha significato una cosa: finalmente anche il sistema operativo del robottino verde aveva il suo iPhone, ovvero uno smartphone prodotto dalla stessa azienda che produce il sistema operativo e per questo finemente ottimizzato. Essendo Android un sistema operativo libero, per distinguersi i Pixel hanno anche introdotto alcune funzioni esclusive per giustificare maggiormente la scelta di questi dispositivi piuttosto che della concorrenza.

I risultati sono stati subito apprezzabili e i Pixel di Google sono fra i dispositivi migliori del panorama Android, offrendo molto (sopratutto per la fotocamera) e garantendo aggiornamenti rapidi. Certo il prezzo ne ha frenato le vendite, ma non sono qui oggi per parlarvi del Pixel, quanto piuttosto degli smartphone Samsung. Samsung si è fatta una certa nomea nel mondo Android ed è genericamente apprezzata da buona parte del pubblico, ma disprezzata da una fetta di utenza che trova i loro prodotti lenti e sovraprezzati. Non siamo concordi con queste affermazioni, ma non è neanche questo il punto della disamina.

Il risvolto positivo per l’utente di uno smartphone di un brand molto conosciuto e diffuso come Samsung è uno: il supporto. E non parlo del supporto da parte dell’azienda stessa, ma da parte delle aziende produttrici di software e hardware compatibile. Confrontando uno smartphone Samsung con la concorrenza ci si rende conto rapidamente di come buona parte degli sviluppatori e dei produttori, probabilmente per comodità e semplicità, ha scelto di ottimizzare il suo prodotto prima di tutto per gli smartphone più diffusi. Quelli Samsung.

In questi ultimi anni mi sono reso conto sempre più che configurare prodotti di terze parti come Lavatrici smart, speaker, robot aspirapolvere o droni, era molto più semplice sugli smartphone Samsung, dove la procedura andava a buon fine in pochissimi passi e dove altrove invece magari richiedeva pazienza e qualche riavvio. Lo stesso è successo, seppur in modo minore, con alcuni software.

Questa è indubbiamente una vittoria per Samsung che dall’alto della sua posizione di leadership ha fatto sì, senza nessuno ulteriore sforzo, che i prodotti (ribadisco sia software che hardware) funzionassero meglio con i suoi smartphone, lasciando all’utenza l’idea che fosse “meglio comprare un Galaxy per andare sul sicuro”. Sfido i più tecnologici a non aver mai riscontrato questa cosa, se non nel personale, magari con qualche amico. Ed è sicuramente una vittoria anche per l’utente che sa di poter comprare quel brand per non avere problemi in futuro.

Tutto questo è però una sconfitta per tutto il mondo Android. Benché Samsung produca ottimi smartphone, è indubbio che ormai in ogni fascia la concorrenza sia agguerrita e piena di prodotti eccellenti, vedi marchi come LG, Huawei, Xiaomi o OnePlus. Solo per citarne qualcuno. L’accorato appello è quindi alle aziende di prestare più attenzione al test dei loro prodotti, cercando per quanto possibile di ampliare la compatibilità dei propri prodotti e, quando ragionevole, segnalare ai produttori di smartphone eventuali anomalie. Perché i tempi cambiano e in un mondo con così tante ottime scelte gli utenti sono stanchi di puntare sul prodotto “sicuro”. Molti vogliono piuttosto sperimentare, oltre che magari poter cambiare smartphone in futuro senza perdere la compatibilità con servizi e prodotti. Gli smartphone Pixel dovrebbero probabilmente essere presi come riferimento e da lì partire per estendere la compatibilità a tutti i brand.