Huawei P20 Pro: il test del fotografo

Emanuele Cisotti - Quando lo smartphone può diventare la vostra unica fotocamera.

In collaborazione con Huawei.

Conoscerete sicuramente la nostra rubrica dove diamo in mano al nostro fotografo professionista uno smartphone top di gamma per scoprire, oltre al nostro parere tecnico, cos’è che si può ottenere da uno smartphone al giorno d’oggi in termini fotografici, anche da chi va oltre al semplice punta e scatta ma cerca qualcosa in più. Quello che segue è il parere del nostro fotografo Alessandro Michelazzi.

Fin dal suo primo annuncio, il Huawei P20 Pro ha attratto un sacco di interesse attorno a se.  Ci sono molti punti che distinguono questo dispositivo dalla concorrenza. Innanzitutto si può dire che Huawei abbia realmente puntato a creare un dispositivo per i fotografi esigenti, senza badare a compromessi.

Da una parte quindi continua la proficua collaborazione con un brand storico e qualitativo della fotografia come Leica, la quale ha dato il suo contributo nella realizzazione delle lenti del P20 Pro.

La casa cinese è così riuscita a condensare il meglio della tecnologia attuale in un dispositivo bello e sottile.  Troviamo sul dorso ben tre lenti associate a tre sensori: il sensore principale è un sensore Sony da 40 megapixel, il sensore secondario è da 20 megapixel ed è completamente monocromatico, la terza lente è un teleobiettivo con lunghezza focale 80mm e stabilizzatore ottico.

All’inizio della mia prova ero molto scettico sulla scelta da parte di Huawei di utilizzare un sensore con così tanta risoluzione. Sì sa che di solito, all’aumento del numero dei pixel, l’elemento fotosensibile si riduce in area e questo si porta dietro di solito dei problemi di maggiore rumore in situazioni di poca luce.

Il produttore cinese ha però adottato un sensore particolarmente grande rispetto alla concorrenza. Con una dimensione sulla diagonale di 1/1.8″ ci troviamo con un sensore che è molto più grande in area rispetto al sensore di molti rivali. Basta ricordare questa grandezza di sensore erano fino a poco tempo fa utilizzati dalle compatte di qualità premium.

Interessante notare poi come i due moduli aggiuntivi, il sensore monocromatico e il teleobiettivo vengono combinati intelligentemente a seconda delle modalità di scatto che andiamo ad utilizzare:

Modalità foto automatica

  • Risoluzioni Impostabili: 40MP in formato 4:3 / 10MP formato 4:3 / 7MP in formato quadrato / 7MP in formato panoramico 18:9
  • Settaggi Extra: Master AI, Messa a fuoco predittiva 4D

Ho scattato molte foto della galleria “Paesaggio e Citylife” nella modalità automatica provando a lasciare tutti i parametri di default. Volevo vedere come si comporta la fotocamera sopratutto con la modalità “Master AI” attiva. Ho alternato l’impostazione della risoluzione massima da 40MP a quella 10MP.

La modalità Master AI in pratica riesce a capire la scena nella quale ci troviamo davanti e provvede quindi a editare automaticamente la foto andando ad aumentare per esempio la saturazione del cielo e dei verdi quando siamo davanti ad un paesaggio, oppure a moderare la saturazione della pelle nel caso di un ritratto.

Modalità Ritratto

  • Risoluzioni Impostabili: 10MP formato 4:3
  • Settaggi Extra: Selfie perfetto
  • Opzioni di scatto: illuminazioni “virtuali” aggiuntive che permettono di enfatizzare il ritratto o di scontornarlo su uno sfondo scuro.

Altre foto in modalità ritratto le trovate nella galleria con la sessione con la modella.

La modalità ritratto è sicuramente un punto sul quale molti produttori si stanno sfidando. Ormai tutti gli smartphone di fascia alta e media hanno questa modalità che permette di ottenere una simulazione della sfocatura della profondità di campo che si solito si nota nella macchine fotografiche con sensore più grande e impostando un diaframma aperto.

Una delle maggiori difficoltà in questa modalità è quella di ottenere uno stacco convincente tra la zona nitida e la zona sfuocata. Su questo punto Huawei riesce a tirar fuori un ottimo risultato grazie al lavoro combinato dei due sensori principali: il secondo sensore in bianco e nero infatti entra in campo in questa modalità e aiuta ad ottenere un ottimo stacco tra i piani.

È da notare inoltre come nella modalità ritratto del Huawei P20 Pro è possibile scegliere la focale da utilizzare: possiamo quindi scattare sia con la focale grandangolare che con quella 3x che corrisponde ad una medio teleobiettivo.

Modalità Apertura

  • Risoluzioni Impostabili: 10MP formato 4:3
  • Opzioni di scatto: possibilità di regolare la quantità della sfocatura.

Nel primo momento questa modalità sembra simile alla modalità ritratto, in realtà c’è una piccola ma importante (e gradita) differenza che farà felici gli utenti più esigenti: nella modalità ritratto infatti non possiamo scegliere la “quantità” dello sfocato dietro al nostro soggetto.  In pratica nella modalità ritratto è come se fossimo con una lente a diaframma fisso.

Nella modalità “Apertura” invece possiamo scegliere la quantità dello sfuocato: potremo così dosare l’effetto ed ottenere dei risultati più personalizzati.

Interessante così come potremo andare a simulare l’effetto dello sfuocato di una lente estremamente rara e costosa come il Leica Noctilux f/0.95 oppure andare a chiudere di più il diaframma virtuale per ottenere una zona di nitidezza maggiore.

Modalità Notte

  • Risoluzioni Impostabili: solo 10MP formato 4:3
  • Opzioni di scatto: possibilità di regolare il tempo manualmente tra 1/4 di sec fino a 32 sec. Possibilità di regolare gli ISO da 100 fino a 1600 ISO.

Test contro macchina fotografica mirrorless in notturna

Ho voluto fare un test per vedere come il Huawei P20 pro si comporta contro una macchina fotografica mirrorless di buon livello. La Fujifilm X-Pro2 è la mia macchina fotografica principale, è una macchina riconosciuta per l’ottima qualità delle immagini in presenza di poca luce nonostante utilizzi un sensore APS-C e non Full Frame. In sostanza è il mio riferimento.

Per questo test ho tentato di impostare i due dispositivi per avere un match nelle impostazioni di scatto: con la Fujifilm X-Pro2 ho utilizzato il 16mm f/1.4 che con il fattore di moltiplicazione 1.5 diventa un 24mm, quindi una focale molto vicina a quella della lente principale del Huawei P20 Pro che ricordo è un 27mm. Ho quindi impostato sulla lente Fuji un diaframma f/1.8 in modo tale da pareggiare la stessa apertura massima della lente sul dispositivo Huawei. Ho quindi eseguito l’esposizione nella modalità Pro sul Huawei pareggiando i valori dei due dispositivi.  È stato curioso notare come in alcune foto, impostando i valori di esposizione che erano corretti sul Huawei portava invece ad una foto leggermente sottoesposta sulla macchina Fujifilm.

Come analisi generale, si può notare come il dispositivo Huawei, in situazioni di poca luce e anche con forti contrasti tra luci ed ombre si comporta molto bene e si avvicina nella resa di una macchina fotografica mirrorless.

Modalità Pro

  • Risoluzioni Impostabili: 40MP in formato 4:3 / 10MP formato 4:3 / 7MP in formato quadrato / 7MP in formato panoramico 18:9
  • Opzioni Extra: Luce ausiliaria per autofocus.
  • Messa a fuoco predittiva 4D
  • Possibilità di scattare in formato Raw

In questa modalità abbiamo il pieno controllo di tutti i parametri di esposizione (Iso, Tempi e compensazione esposizione), della temperatura di colore e della modalità di messa a fuoco, scegliendo tra l’autofocus fisso AF-S e autofocus continuo AF-C, utile per esempio per fare una serie di fotografie di un soggetto in movimento. Possiamo inoltre impostare la messa a fuoco manuale e scegliere il tipo di lettura esposimetrica tra quella Spot, Center Wight e Matrix. In questa modalità possiamo inoltre salvare il file .raw dng da poter editare successivamente il Lightroom.

Risoluzione e dettaglio a 40 MP

Ho scattato alcune foto nella modalità pro abilitando il salvataggio del formato .raw. In questa maniera ho potuto analizzare la qualità del file per quanto riguarda i dettagli e le possibilità di intervento in post-produzione.  Di solito, uno dei problemi che si ottengono scattando con il formato raw sullo smartphone è una mancanza generale di nitidezza nei dettagli e sopratutto abbastanza rumore anche utilizzando valori di ISO bassi.  Sono rimasto in questo caso davvero sorpreso guardando questi file raw nel dettaglio. Con un sensore da 40MP pensavo di trovare molto rumore, invece è vero l’opposto. C’è davvero molto dettaglio e anche aprendo le ombre ci troviamo con un rumore molto contenuto. La nitidezza delle lenti Leica inoltre è davvero molto buona. Unico punto sul quale c’è da agire manualmente è l’evidente vignettatura che si presenta sul file raw. In ogni caso l’operazione di correzione avviene velocemente all’interno di Lightroom.

Modalità Zoom 3x e 5x

La modalità Zoom 3x è attiva nelle modalità foto, Apertura e Ritratto, mentre la modalità 5x è attiva solo nella modalità foto, ricordando che la risoluzione deve essere impostata a 10 MP.

Ho scattato alcune foto, sia in presenza di buona luce che in poca luce per mostrare come riusciamo a zoomare sui particolari in lontananza. Si tratta davvero di un notevole passo in avanti rispetto agli smartphone concorrenti. Si può davvero affermare di avere in tasca un buon teleobiettivo nello spessore dei pochi millimetri dello spessore dello smartphone!

Shooting con modella

Ho voluto un po’ uscire dagli schemi di testare le singole funzioni di questo smartphone e utilizzarlo per uno shooting con due modelle, di quelli che faccio continuamente per lavoro. In questo caso è possibile apprezzare la qualità degli scatti sia in modalità ritratto (si riconoscono dallo sfondo maggiormente sfocato), sia in modalità automatica classica.

Considerazioni finali

L’idea di questa prova, più delle altre fatte fin’ora, era quella di capire come un prodotto completo come Huawei P20 Pro può sostituire la fotocamera che utilizzo per lavoro ogni giorno in varie situazioni e nell’utilizzo quotidiano. Non solo come qualità pura, ma anche come funzioni accessorie, come lo zoom o la modalità ritratto. La grande risoluzione del sensore principale poi regala immagini con ottimo dettaglio e poco rumore, grazie all’utilizzo di un sensore più grande rispetto alla concorrenza. Ottima poi anche la nitidezza dei dettagli delle lenti Leica.

Anche per chi cerca qualcosa in più di un semplice punta e scatta poi P20 Pro ha molto da offrire. Sono rimasto molto soddisfatto dallo scatto in Raw che mi ha permesso, correggendo un minimo la vignettatura in Lightroom, di ottenere scatti che, anche nelle condizioni di luce più difficile, possono tenere testa al mio daily driver di lavoro. Qualcosa che fino a poco tempo fa non era minimamente immaginabile. Quando dopo un solo giorno di prova in modo provocatorio buttavo la fotocamera nel cestino in una storia su Instagram non ci ero andato poi così lontano.

Huawei P20 Pro