I Pixel 3 saranno prodotti da Foxconn e lanciati in autunno, ma ad inizio 2019 arriverà un “nuovo Android”

Nicola Ligas -

Due fonti indipendenti, Bloomberg e WinFuture, hanno pubblicato nelle ultime ore dei report concordanti in merito ai futuri Pixel 3, che negli ultimi giorni hanno iniziato a delinearsi in modo piuttosto chiaro. Bloomberg cita “people familiar with the matter” mentre WinFuture sembra venuto in possesso di documenti riservati che confermerebbero nero su bianco quanto riportato.

Nello specifico entrambe le fonti concordano sul nome del produttore dei Pixel 3: Foxconn, lo stesso degli iPhone, tanto per capirsi. I Pixel 3 saranno quindi i primi veri smartphone “di Google”, che finora si era appoggiato ad alcuni partner Android (HTC ed LG) per la realizzazione dei modelli passati. Nello specifico, secondo WinFuture, dovrebbe essere FIH Mobile, una sussidiaria di Foxconn, a realizzare i due smartphone.

A questo proposito, Bloomberg parla di “almeno due nuovi modelli“, che fino a prova contraria chiameremo Pixel 3 e Pixel 3 XL, che dovrebbero arrivare ad ottobre, come gli scorsi anni; WinFuture cita invece agosto-settembre come possibile finestra temporale per il rilascio. Tendiamo più a credere alla prima ipotesi, ma queste cose cambiano facilmente in modo non predicibile, quindi prendiamo per buono il periodo, senza soffermarci troppo sul mese esatto.

Ciò su cui entrambi concordano è il fatto che il modello più grande, internamente chiamato Google GB1, avrà un nuovo “display hardware”, nello specifico un notch nella parte superiore, che sarà più stretto ma più alto di quello di iPhone X; confermato anche il chin nella parte inferiore dello smartphone. Il più piccolo Google GC1, ovvero Pixel 3, manterrà invece un design più tradizionale, senza notch. Entrambi saranno basati sullo Snapdragon 845, ma non crediamo che questo fatto sia mai stato oggetto di dubbio.

Ci saranno anche “nuovi sensori e fotocamere”. Nello specifico Bloomberg parla di due fotocamere frontali per Pixel 3 XL, ma non per Pixel 3, in disaccordo con quanto abbiamo visto in dei recenti proteggi schermo trapelati, che altrimenti sembrano combaciare perfettamente con questa descrizione. La fotocamera posteriore dovrebbe invece rimanere soltanto una, su entrambi i modelli (il concept render in apertura è stato realizzato prima di queste informazioni). Si tratta di un particolare poco comune: solitamente i produttori adottano due fotocamere sul retro ed una davanti, e sarebbe singolare per Google fare il contrario. Non sappiamo però quale sia lo scopo preciso dei due sensori frontali, quindi dovremo per forza di cose ritornare sull’argomento in futuro.

L’idea di Google sul lungo termine è quella di eliminare completamente le cornici ma per adesso il notch è stata l’unica soluzione per massimizzare lo schermo, mantenendo al contempo anche gli speaker stereo frontali. Si potrebbe discutere a lungo su questo concetto: in parte lo abbiamo fatto qui, e senz’altro lo faremo in futuro, magari quando avremo delle immagini reali dei due smartphone, per non ragionare solo per astratti.

Messi però un attimo da parte i Pixel, c’è una frase molto interessante verso la fine del report di Bloomberg, che preferiamo riportare nella sua interezza:

While Google plans to launch its new hardware, the company also is working on an upgraded Android operating system for release as soon as next year that takes advantage of greater artificial intelligence capabilities. Google wants the operating system to be able to conduct more tasks without action by users.

Sebbene Google abbia in mente di lanciare nuovi dispositivi, l’azienda sta anche lavorando su una versione aggiornata del sistema operativo Android, che dovrebbe essere rilasciata all’inizio del prossimo anno, e che utilizzi maggiormente l’intelligenza artificiale. Google vuole un sistema operativo che sia in grado di eseguire più compiti senza azioni da parte degli utenti.

La descrizione fatta da Bloomberg è piuttosto vaga e sommaria. Alcuni hanno tirato in ballo Fuchsia, ma qui si parla proprio di Android, e citare intelligenza artificiale, che ormai vuole dire tutto e nulla, non aiuta a restringere il campo. È altresì curioso che questo aggiornamento di Android arrivi ad inizio del prossimo anno, quando Android P sarà invece rilasciato verso fine agosto, e non è ben chiaro se si tratti di un nuovo major update dell’OS o piuttosto di una qualche funzione specifica, magari legata ad Assistant (visto che sempre di automazione si parla). Tutte le ipotesi sono valide al momento, ma considerando Bloomberg una fonte affidabile, è una pulce nell’orecchio che difficilmente ci scolleremo di dosso.