Cari Pixel 3, io vi aspetto anche, ma voi non deludetemi! (opinione)

Nicola Ligas -

I principali top di gamma 2018 sono già stati tutti annunciati, le carte sono sul tavolo, e per qualche altro mese non dovrebbero esserci particolari scossoni. Google, come ben saprete, è solito lanciare in in ottobre i suoi prodotti, e nulla lascia pensare che quest’anno le cose andranno diversamente. Proprio in questi giorni si stanno infatti rinvigorendo i rumor al riguardo, e sull’onda di questi ultimi vorrei condividere con voi un paio di riflessioni alle quali pensavo da tempo.

Google si è lanciato a piedi uniti nel mondo dell’hardware solo nel 2016, con l’avvento dei primi Pixel. Made By Google non è solo uno slogan, ma qualcosa di concreto, tangibile: una raccolta di prodotti, che ormai vanno dagli smartphone agli smart speaker, da Chromecast a Daydream, dal PixelBook ai Pixel Buds. Fino ad allora, Google non aveva mai fatto così sul serio, nemmeno quando Motorola era cosa sua; e sia chiaro che personalmente sono molto contento di questa sua decisione, perché ha partorito prodotti interessanti, ma in parte anche immaturi.

I Pixel Buds, ed in particolare Google Clips, sono buoni esempi di ciò. Prodotti nemmeno particolarmente avveniristici di per sé, che però sono stati lanciati forse con troppa fretta (chissà poi perché), senza che fossero del tutto rifiniti. E se in fondo auricolari wireless e fotocamere indossabili sono comunque dispositivi di nicchia, e quindi “perdonabili”, diverso è il discorso quando si parla di smartphone.

Google è andato sul sicuro finora, ma inizierà mai ad osare?

Non fraintendetemi: sia i primi Pixel che la seconda generazione sono stati ben accolti, in particolare grazie all’ottimo lavoro di Google in ambito fotografico. L’azienda ha saputo capitalizzare bene ciò che le riesce meglio, cioè l’intelligenza artificiale (che solo ultimamente ha iniziato a chiamare così), ed il risultato ha sbalordito molti. A questo unite un sistema molto pulito e reattivo, con ovviamente l’ultima versione di Android, ed avrete un telefono veloce e che scatta ottime foto, ovvero ciò che chiede la maggior parte degli utenti. Ma io voglio di più.

Voglio di più perché i Pixel sono arrivati sul mercato a gamba tesa, con un prezzo subito al pari dei concorrenti più cari, ma con assai meno carisma di loro, anche perché i vari Samsung, Apple e Co. si sono “guadagnati” nel tempo il proprio rincaro (ricordate la storia del rincaro dei Galaxy S?), partendo da cifre più basse e salendo di pari passo con la loro popolarità. Google si è affiancato loro come se fosse sempre stato lì, con degli smartphone che, almeno all’apparenza, non erano certo rifiniti come quelli dei rivali.

Le cose sono un po’ migliorate con i Pixel 2, ma è con i Pixel 3 che dovrebbe avvenire la vera consacrazione, considerando anche l’acquisizione di parte di HTC dello scorso settembre, volta a dare maggiore vigore alla divisione hardware di Google. I primi (ed ancora ipotetici) proteggi schermo dei Pixel 3, ci hanno però fatto intravedere qualcosa di diverso.

Anzitutto abbiamo il notch, che è stato “frainteso” da tutti i produttori Android. Il senso di quella tacca in iPhone X sta nel fatto che la cornice inferiore è quasi inesistente. Lo smartphone di Apple è in pratica davvero un borderless, ad eccezione appunto del notch, necessario a tutti i sensori del Face ID ed alla fotocamera frontale. Su Android invece abbiamo notch e chin (il “mento”), ovvero il bordo inferiore, che contribuisce solo a rendere il notch ancora più marcato ed antiestetico, ed inoltre il notch è un tratto così distintivo che fa sembrare i telefoni tutti uguali. Almeno a mio modo di vedere.

Come sempre la creatività che si trova in rete supera spesso quello che è il prodotto finale, e c’è già chi ha provato ad immaginare come potrebbe essere Pixel 3 XL sulla base appunto di questi proteggi schermo. Il risultato è senz’altro più bello delle parole che ho speso finora, e lo potete vedere sia nell’immagine di copertina (fonte: Phone Arena) che nella galleria qui sotto (fonte: PhoneDesigner) ma si tratta appunto di puri concept (completamente fantasiosi in merito al retro dello smartphone, sul quale non abbiamo alcuna informazione), che comunque hanno un effetto edulcorante.

Non fraintendetemi, non è solo una questione di estetica, che alla fin fine è un aspetto soggettivo. Si tratta piuttosto dell’insieme, del riuscire a confezionare uno smartphone che, almeno all’apparenza, non abbia compromessi e cerchi di dettare le mode, azzardando magari qualcosa che gli altri non abbiano (non sta a me dire cosa). E questo finora non è successo.

Mi riferisco ai già accennati problemi al display di Pixel 2 XL, o al fatto che, in un mondo in cui tutti usano “almeno” due fotocamere posteriori, Google abbia insistito sull’elaborazione software per farne a meno, con risultati non sempre impeccabili e soprattutto trasmettendo la sensazione di essere “in ritardo”. Per non parlare dei materiali con cui sono stati realizzati i passati Pixel, che non sono certo raffinati come nei concorrenti diretti. Ecco: la prima impressione che ho avuto in base alle ultime ipotesi sui Pixel 3 è proprio questa, che stiano ancora rincorrendo qualcuno. Magari è un giudizio affrettato, lo spero sinceramente, però sono anche i precedenti che qualche dubbio me lo lasciano.

Sbaglio io ad aspettarmi da Google qualcosa di più degli altri?

È infatti dai tempi del primo Mi MIX che non vedo qualcosa che mi faccia davvero saltare dalla sedia dall’emozione. Sbaglio a sperare che sia Google a riuscire in una simile impresa? Quest’anno si parla poi addirittura di 3 possibili Pixel 3 (uno per i mercati emergenti), ipotesi recentemente rinverdita su Reddit proprio alla luce dei pluri-citati 2 proteggi schermo, sotto ai quali sembra celarsene un terzo (senza notch), e dei primi smartwatch Pixel e di nuovi Pixel Buds (che magari facciano dimenticare l’insuccesso dei primi). Insomma, tanta carne al fuoco, che mi spinge ad “aspettare”. Eppure la sensazione che potrei “aspettarmi troppo” (scusate il gioco di parole) non se ne va.

Inutile sottolineare che spero di sbagliarmi e non vedo l’ora di scrivere epinici all’indomani dei nuovi Made by Google 2018. Per adesso mi perdonerete invece se mi avvalgo di una banale ripetizione: “Cari Pixel 3, io vi aspetto anche, ma voi non deludetemi!“