Qualche domanda a Xiaomi sul futuro in Italia

Emanuele Cisotti -

Lo sapete già, anzi lo sapevate da molto tempo, Xiaomi è finalmente arrivata in Italia. L’azienda cinese, che solo fino allo scorso anno sembrava impossibile potesse arrivare nel nostro continente, ha già conquistato alcuni paesi europei e da oggi ha piantato la bandiera anche nel nostro paese. Sabato aprirà il primo Mi Store d’Italia nel centro commerciale di Arese (MI) e questo concluderà questa prima fase iniziale di Xiaomi in Italia. Ma cosa altro ci aspetta in futuro?

Per scoprirlo abbiamo fatto qualche domanda a Mr. Donovan Sung, Head Global Marketing di Xiaomi, che ha presentato sul palco del SuperStudio di Milano i nuovi smartphone per il mercato italiano (altri erano già disponibili online da qualche mese): Xiaomi Mi 2S e Xiaomi Redmi Note 5.

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Abbiamo parlato con lui della strategia di vendita nel nostro paese, considerando anche l’accento al voler creare un ecosistema differenziato dato durante la presentazione. In questa prima fase la vendita dei prodotti Xiaomi avverrà “solo” tramite il Mi Store, tramite gli operatori (Wind, 3 e TIM) e tramite i rivenditori autorizzati. Nello specifico parliamo di: MediaWorld, Amazon.it, Esselunga, Carrefour, Coop, Iper, Ipearl, Auchan, Panorama e Trony. Non è invece previsto al momento il lancio di uno store dedicato online sul loro sito (come invece è presente in alcuni paesi).

Abbiamo parlato di Mi Store al singolare perché al momento l’unico previsto è quello di Arese. Abbiamo provato a calcare la mano su questo punto per capire se l’azienda si espanderà ma Sung non si è sbottonato troppo. Il piano è ovviamente di espandersi ma questo primo Mi Store servirà da feedback e quindi prima di proseguire con nuovi negozi l’azienda vorrà valutare i risultati di questo primo negozio.

Parlando invece di ecosistema non siamo riusciti a farci rivelare se ci sarà un futuro Xiaomi Mi A2 con Android One, ma il capo del marketing si è detto comunque entusiasta dei risultati di Xiaomi Mi A1 e ha definito un successo questa prima partnership con Google. Quando sarà il momento ci saranno i dovuti annunci, ma nonostante il no comment ricevuto Xiaomi si è dimostrata felice di questo prodotto. Al momento quindi tutti gli altri smartphone sul mercato italiano avranno la MIUI, il software personalizzato dell’azienda. Poiché uno dei punti fondamentali del piano di Xiaomi è anche quello di voler offrire un ecosistema di servizi abbiamo voluto chiedere se l’azienda ha intenzione di far partnership in tal senso, un po’ come fa già in Cina dove i prodotti venduti trovano piena integrazione con molti apprezzati servizi orientali. La risposta è stata affermativa, anche se non è una cosa che potrà succedere nel breve termine, visto che questo primo periodo servirà da test per Xiaomi. Non ci sono tempistiche precise ma ci è stato fatto l’esempio dell’India, dove sono sul mercato da 4 anni. Xiaomi negli ultimi anni ha finanziato nuove startup indiane e ha integrato i loro servizi nei loro dispositivi, come per esempio anche servizi di streaming video e musicale.

L’India, che è il paese “estero” dove Xiaomi ha lanciato i suoi servizi per primo, è stata usata anche come esempio sui tempi necessari ad espandere il numero di prodotti disponibili. Ricordiamoci infatti che Xiaomi non vende solo telefoni e che anzi nel Mi Store sarà possibile trovare una enorme varietà di prodotti. In India ci sono voluti per esempio 2 anni per certificare nuovi prodotti come le Mi TV e farle arrivare sul mercato con una discreta integrazione con i servizi locali. Ancora una volta l’invito è quindi quello di essere pazienti. Sung ha però spiegato come Xiaomi abbia come obiettivo quello di portare più prodotti possibile nel nostro paese. Se un prodotto potrà quindi essere importato senza problemi, lo sarà.

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Allo stesso modo vale l’invito alla pazienza e la dimostrazione di massimo impegno per quanto riguarda il lancio di nuovi prodotti. La prossima settimana verrà lanciato Xiaomi Mi8 e per quanto possibile l’azienda cercherà di importare questo, come tutti gli altri prodotti il prima possibile. Inizialmente però sarà impossibile aspettarsi una contemporaneità con l’Asia e anzi ci saranno sicuramente degli step intermedi, come per esempio la già citata India. L’obiettivo finale sarebbe comunque un lancio globale contemporaneo. Non ci sono però tempistiche.

Poche informazioni interessanti sul lato pubblicitario o garanzia. Ci è stato confermato che non ci dovremmo aspettare campagne pubblicitarie e come la garanzia ufficiale coprirà solo prodotti italiani, ma di far riferimento alle informazioni sul sito per chi volesse far riparare fuori garanzia il proprio Xiaomi comprato dalla Cina.

Dalle parole di Donovan Sung è trasparita una grande voglia di fare bene e alla grande nel nostro paese, con però la consapevolezza che ci vorrà del tempo e che tutti i passi che l’azienda sta facendo ora in Italia sono tutti dei test e i cui frutti saranno analizzati per il futuro. Xiaomi in Italia. Un passo alla volta.