RED Hydrogen One: il primo hands-on conferma che tutti ne vorremmo uno, ma non sapremmo cosa farcene (foto)

Edoardo Carlo Ceretti Ambizioso, strabiliante, esclusivo, ma anche fine a sé stesso?

I fortunati colleghi di The Verge hanno potuto mettere le mani su un primo prototipo di Hydrogen One, il primo smartphone prodotto da RED, in arrivo nel corso dell’estate negli Stati Uniti. Trattandosi di un prodotto ancora non rifinito nel software e nell’hardware, non hanno potuto provarlo approfonditamente come avrebbero voluto, ma è comunque stato sufficiente per poter raccontare le prime impressioni su un dispositivo quantomeno unico nel suo genere.

Per chi non ne avesse mai sentito parlare, gli basti sapere che RED è un produttore di videocamere professionali molto più costose di un’automobile utilitaria e che per il suo primo smartphone non ha lesinato in ambizione, promettendo un display in 3D e olografico, oltre ad sistema modulare per estenderne le potenzialità. E sono proprio questi gli assi nella manica su cui il primo hands-on si è soffermato, per soddisfare l’alta curiosità degli utenti.

Già a prima vista, Hydrogen One non assomiglia ad altri smartphone sul mercato: grosso (più di un iPhone 8 Plus), pesante, dalle linee ergonomiche e industriali, un vero alieno in un settore i cui dettami vanno in ben altre direzioni. Il display dicevamo, è capace di riprodurre contenuti dando l’illusione del 3D, in modo molto più soddisfacente di quanto tentato da altri modelli in passato (che, tuttavia, risalgono a diversi anni fa). Ma è la creazione di immagini olografiche ad attirare in particolar modo l’attenzione, risultato ottenuto per mezzo di uno speciale strato nel display capace di deviare i fasci di luce in molte più direzioni rispetto ad un display tradizionale.

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Il risultato – secondo chi ha avuto modo di provarlo – è senza dubbio d’effetto, ma è ben lontano da quanto siamo soliti ammirare nei film di fantascienza. Anche l’audio giocherà un ruolo fondamentale in Hydrogen One: grazie agli altoparlanti stereo di alta qualità e ai sofisticati algoritmi messi a punto da RED, punterà ad offrire un suono avvolgente stile Dolby Sorround, per livelli mai raggiunti da un qualsiasi altro smartphone.

L’esclusività delle caratteristiche salienti di Hydronge One prosegue con la modularità, che potrebbe consentire di trasformarlo in una fotocamera portatile con obiettivi intercambiabili al livello di una mirrorless di buona qualità. Sappiamo bene però come la modularità in ambito smartphone, tentata da Motorola, LG ed Essential, non si sia mai rivelata davvero vincente. Ma proprio l’esclusività di Hydrogen One potrebbe essere un’arma a doppio taglio per le sue ambizioni.

Non tanto in termini di vendite – RED vende videocamere di nicchia e il suo smartphone lo sarà ancora di più – quanto piuttosto sulla capacità di trovare davvero una sua strada, ritagliandosi un ruolo nell’ecosistema RED. Hydrogen One avrà infatti senso se potrà fornire uno strumento in più agli appassionati del marchio americano. Se invece si rivelasse soltanto un esercizio di stile, il dimenticatoio lo attenderebbe a braccia a parte. Per quanto riguarda noi utenti più umani, che non possederemo mai videocamere RED, l’impressione è che possiamo continuare ad ammirarlo da lontano, con molto meno rammarico rispetto ad altri prodotti tecnologici.

Immagini hands-on

Fonte: The Verge