Project Treble si farà finalmente sentire con Android P: aggiornamento entro fine anno “garantito”

Nicola Ligas -

Project Treble, un progetto lanciato con Oreo che doveva garantire aggiornamenti più rapidi (e non solo), non sembra aver portato grandi benefici finora, ma questo perché Oreo è stata appunto la prima versione a renderlo obbligatorio, ed i reali vantaggi si vedranno solo nel passaggio da Android 8 ad Android 9. E le promesse di Google sono incoraggianti.

Abbiamo già visto che Qualcomm ha ottimizzato i suoi più recenti chip per Android P e promesso un rapido aggiornamento al rilascio della nuova versione di Android, ma Google ha lavorato anche a stretto contatto con MediaTek e Samsung SLSI per co-sviluppare i loro Board Support Package (ci torneremo tra un secondo), che saranno pronti per Android P in tempi sensibilmente più brevi di prima (vedi galleria).

Il BSP è infatti il punto di partenza per il lancio di qualsiasi dispositivo, dato che contiene la così detta “vendor implementation” (software specifico del chip maker per un dato SoC), tutto il codice dell’Android Open Source Project, e parti del framework che non sono presenti nell’AOSP (es. funzionalità specifiche per un dato operatore e altro software proprietario).

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Il vantaggio introdotto da Project Treble sta proprio qui, nel rendere possibile da subito il funzionamento dei nuovi framework AOSP con precedenti vendor implementation, riducendo così drasticamente il carico sui chip maker per supportare ogni nuova versione di Android, dato che in pratica devono fare il lavoro una volta sola e non ad ogni nuovo rilascio dell’OS. È infatti stata questa una delle principali cause per le quali finora non sono usciti tanto rapidamente nuovi smartphone con l’ultima versione di Android, dato che gli OEM (i produttori dei vari dispositivi) dovevano prima aspettare che il chip maker avesse finito la sua parte, e quindi preferivano lanciare nuovi modelli, magari entro Natale, accontentandosi di una versione precedente di Android. E questo ha causato anche ritardi negli aggiornamenti, top di gamma inclusi.

Se ad oggi infatti molte aziende iniziano ad aggiornare i propri modelli di punta verso primavera, con Android P si parla già di ottobre-dicembre 2018, ovvero pochi mesi dopo il lancio di Android 9, previsto come sempre per fine agosto/inizio settembre. Ovviamente per ora sono promesse, ma già il fatto che ci siano vari smartphone di altrettanti produttori con la prima beta di Android P lascia ben sperare per l’avverarsi dei seguenti grafici, e adesso la palla è davvero in mano agli OEM ben più di quanto non lo fosse prima.

Fonte: Android Developers