Diamo un’occhiata da vicino a Vivo Apex, “lo smartphone del futuro” (video)

Nicola Ligas

In un momento nel quale ancora ci si interroga sull’utilità del notch e magari su quando se ne potrà fare a meno, Vivo ha già la risposta. Si chiama Apex, e lo abbiamo conosciuto un paio di mesi fa a Barcellona. Durante l’MWC, tutti l’hanno inseguito, ma Vivo ha giocato a nascondino, ed in pochi sono riusciti a toccarlo con mano. Di certo nessuno, almeno fino ad ora, aveva potuto realizzare con calma un video come quello che vi proponiamo qui sotto, per mano di Lewis Hilsenteger di Unbox Therapy.

Il problema è semplice: tutti vogliono uno schermo il più grande possibile, ma al contempo le dimensioni complessive di uno smartphone non possono crescere più di tanto per ovvie ragioni. La soluzione è quindi liberarsi delle cornici attorno al display.

Apple ci è riuscita in buona parte, con iPhone X, ma non sapendo dove mettere la fotocamera frontale, l’ha inserita all’interno di una tacca nera in cima al display, ovvero il famigerato notch. Il lettore di impronte è invece stato del tutto abbandonato, sostituito dal Face ID. Questo però vuol dire ulteriori sensori sulla parte frontale, con conseguente allargamento del notch (quello di iPhone X è infatti sensibilmente più grande di Huawei P20, o ZenFone 5, o LG G7, ed anche di OnePlus 6). Come ci liberiamo quindi di fotocamera e lettore di impronte?

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Il secondo in realtà non è un problema insormontabile. In molti lo montano sulla back cover, ma Vivo ha fatto un passo più in là, realizzando per prima uno smartphone con lettore di impronte sotto al display. Lo abbiamo anche recensito, e funziona. Non al pari di un lettore tradizionale, ma la tecnologia già c’è, e non potrà fare altro che migliorare. Nel Vivo Apex potete utilizzare anche due dita contemporaneamente! (Vedi filmato qui sotto.)

Il problema fotocamera è invece di più difficile soluzione, e quella di Vivo sembra solo temporanea. Parliamo di una fotocamera retrattile, che esce dalla scocca tramite un meccanismo motorizzato. Funziona, indubbiamente, ma introduce una serie di possibili complicazioni. Prima fra tutte la durata nel tempo, e poi la resistenza, per non parlare della poca praticità di dover ogni volta attendere la fuoriuscita del sensore. Questo inibisce tra l’altro qualsiasi sistema di sblocco facciale: non è una criticità, ma è comunque un limite.

L’idea futura sarebbe quella di avere la fotocamera frontale sotto al display, ma questo è ancor più complicato del lettore di impronte. Volendo però realizzare uno smartphone davvero full screen, e senza i limiti di una fotocamera retrattile, la strada sembra praticamente forzata.

Apple, in un certo senso, si è quindi tirata la zappa sui piedi, perché se vorrà mantenere in futuro il Face ID, del quale l’azienda tesse ora le lodi, dovrà trovare il modo di nascondere sotto al display (o comunque davanti) tutti i sensori necessari al suo funzionamento. Ma non dubitiamo che ci riuscirà, prima o poi.

Stiamo comunque divagando. Godetevi il video del Vivo Apex, ed immaginate il vostro smartphone del futuro: probabilmente apparirà simile, ma sarà diverso.