Android P: tutte le novità annunciate al Google I/O 2018 (viva l’IA!)

Cosimo Alfredo Pina -

Anche questo anno tra i protagonisti del Google I/O 2018 è ovviamente la nuova versione del robottino verde: Android P. Molte delle novità ci erano state anticipate dalla developer preview e dalle tante notizie trapelate.

Tuttavia i dettagli sono arrivati tutti sul palco dell’evento di apertura del Google I/O e ci sono davvero un sacco di cose interessanti in arrivo sugli smartphone Android, o almeno su quelli che riceveranno P.

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Qua sotto le abbiamo raccolte e spiegate in appositi paragrafi, ma sappiate che a breve la nostra prova con mano della beta.

Action e Slices: lo smartphone sa già quello che vogliamo fare

Entriamo subito nel vivo dell’integrazione con machine learning ed intelligenza artificiale con due interessanti feature di Android P: Actions e Slices. Le Actions sono attività (appunto azioni) che l’utente può avviare dal launcher stock, grazie ad una riga appena sotto le app consigliate.

E proprio come le app consigliate, le Azioni, implementabili potenzialmente su qualsiasi app, sono proposte in base alle abitudini dell’utente in base ad una moltitudine di parametri come posizione o orario e non solo. Ad esempio quando si inserisce le cuffie è possibile avviare la riproduzione musicale.

Le Actions, come la riproduzione di un contenuto in streaming, sono anche proposte con la ricerca di specifici contenuti o parole chiave. Similmente le Slices permetteranno di accedere al volo alle funzioni utili di un app semplicemente cercandola su Google Search.

Dashboard, nuovo non disturbare e benessere digitale

Tanta attenzione anche al cosiddetto benessere digitale, ossia come lo smartphone può aiutarci ad usare meno lo smartphone. Sembra un controsenso ma Android P integra una ricca serie di strumenti che ci aiuteranno a staccare la spina da app, giochi e social.

Al centro del digital wellness c’è la Dashboard, una schermata dove è riportata la nostra attività sullo smartphone: quanto tempo passiamo davanti allo smartphone, quali app usiamo di più e quando le usiamo di più.

È possibile impostare dei timer che ci invitano a fare una pausa, ad esempio quando passiamo troppo tempo su YouTube, e su Android P è possibile attivare la modalità non disturbare semplicemente poggiando il telefono a faccia in giù sul tavolo. Perfetto per evitare di essere scortesi a cena.

A completare il tutto anche una funzione che rende meno interessante lo smartphone quando è ora di andare a dormire. Una volta impostato un certo orario l’intera interfaccia dello smartphone diventerà in bianco e nero, rendendone così meno stimolante il suo uso.

Adaptive Brightness

Torniamo sull’intelligenza artificiale con l’Adaptive Brightness, luminosità adattiva che però prende una piega più smart rispetto a quanto già fanno i sensori di luce ambientale. Infatti con questa accortezza l’intensità luminosa dello schermo sarà regolata sia in base alla luce esterna sia in base agli aggiustamenti dell’utente.

Adaptive Battery: il risparmio energetico si fa intelligente

Anche l’Adaptive Battery fa uso del machine learning per aumentare l’autonomia. Google ha spiegato sul palco del keynote che con questo sistema i messaggi di risveglio al processore (i famigerati wakelock) sono ridotti del 30%. Sì, ma come?

Molto “semplicemente” Google va ad imparare quali app usate di più e quali invece meritano meno risorse, andando così a limitare l’uso ed il risveglio della CPU in maniera proporzionale.

Nuova NavBar, gesture e multitasking riscritto

La novità più importante in termini di esperienza utente è la nuova barra di navigazione, quella che usualmente ospita i tasti indietro, home e multitasking. Questa è stata totalmente rivista sia graficamente, con una breve linea centrale e all’occorrenza il tasto indietro, sia funzionalmente, per basarsi su un sistema di gesture.

Maggiore importanza anche al multitasking. Un dettaglio del suo funzionamento lo troverete nella nostra anteprima video, ma per rendere l’idea della sua funzionalità sappiate che sarà possibile selezionare del testo direttamente da una finestra del multitasking dove ci sono anche le app più usate.

Rotazione come si deve e volume

Vista l’assenza di un vero e proprio pulsante dedicato al multitasking, si è liberato spazio per un nuovo pulsante dedicato alla rotazione dello schermo che appare solo in determinati contesti.

Nel caso in cui giriate il vostro smartphone, apparirà un pulsante per la rotazione che sarete voi a premere per effettuare la vera e propria rotazione. A cosa serve una simile feature, vi chiedete voi?

Se consultate lo smartphone in posizioni “non convenzionali” (ad esempio quando siete sdraiati), non incapperete in rotazioni indesiderate, ma sarete voi a decidere se ruotare o meno l’interfaccia. In questo modo non ci sarà bisogno di bloccare o riattivare la rotazione dello schermo dai Quick Settings.

Per quanto riguarda il volume invece, utilizzando i tasti fisici regolerete solo ed esclusivamente il volume multimediale, una cosa che potrebbe risultare piuttosto antipatica. Se vorrete ad esempio regolare il volume della suoneria per le chiamate, dovrete premere l’apposito pulsante che apparirà appena sopra la barra virtuale di regolazione del volume, scegliere quale volume regolare e agire di conseguenza.

 

Via: The Verge