Usare le AR Emoji durante le videochiamate in tempo reale? Samsung potrebbe averci pensato 5 anni fa (foto)

Vincenzo Ronca -

Samsung ben 5 anni fa ha sottomesso una domanda di brevetto al USPTO, l’ufficio preposto ai brevetti negli Stati Uniti, che aveva come oggetto un’idea per rendere più fluide le videochiamate, anche senza avere una buona qualità della rete. La videochiamata ideata nel brevetto prevede l’uso di un modello 3D dei soggetti che la effettuano, senza usare il segnale video in tempo reale.

Come possiamo vedere dalle immagini in galleria, questo tipo di videochiamata coinvolge soltanto il modello 3D del viso dei due interlocutori: invece di trasmettere un segnale video fotogramma per fotogramma, quest’idea prevede la trasmissione soltanto dei cambiamenti delle espressioni facciali proiettandole al rispettivo modello 3D, cercando di interpretare lo stato emozionale del soggetto. Ciò permetterebbe di avere una buona qualità della comunicazione video anche se la velocità rete è limitante.

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Le immagini chiariscono anche che per effettuare videochiamate del genere sarebbe necessario che almeno il dispositivo trasmittente abbia dei sensori fotografico e di luminosità tridimensionali (qualcuno ha detto Galaxy S10?). Sicuramente Samsung, quando ha depositato la domanda di questo brevetto 5 anni fa, non poteva ancora pensare che questo sarebbe il principio sul quale si basa il funzionamento delle AR Emoji.

Pochi giorni fa, la domanda di brevetto è stata accettata e potrebbe essere più di una coincidenza il fatto che l’approvazione arriva nel periodo in cui il futuro top di gamma Samsung è in via di sviluppo. Vi terremo aggiornati sugli eventuali sviluppi della vicenda.

Via: SamMobileFonte: Patently Mobile
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