Non c’è più la Motorola di una volta: patch di sicurezza per Moto G6 ed E5 solamente ogni 2 o 3 mesi

Edoardo Carlo Ceretti E la serie Moto E5 potrebbe persino nascere e morire con Android Oreo.

C’era una volta Motorola, un’azienda dal 2011 di proprietà di Google, in grado di sfornare successi commerciali del calibro di Moto G – che diede vita all’ancora oggi ricordato tormentone di #megliomotog – o di smartphone come Moto X, capaci di anticipare sul tempo persino gli imbattibili Nexus in fatti di aggiornamenti. Il software infatti era la vera arma segreta di quegli smartphone con le ali: leggero, scattante, ottimizzato e sempre tempestivamente aggiornato.

Poi venne il 2014, che coincise con il passaggio di consegne da Google a Lenovo e, di quel capitolo virtuoso di Motorola, fu la fine. Da quel momento, Motorola è stata in grado di sfornare smartphone molto interessanti, oltre che coraggiosi, basti pensare il tutto sommato riuscito esperimento dei Moto Mods. Tuttavia, nel software, l’eredità dell’epoca Google è andata quasi del tutto perduta e i neonati Moto G6 e Moto E5 potrebbero rappresentarne definitivamente la pietra tombale.

LEGGI ANCHE: LG G7 sarà il primo smartphone con tasto dedicato a Google Assistant

Motorola ha infatti confermato che la nuova serie di smartphone appena presentata, godrà di un supporto software alquanto discutibile. Le patch di sicurezza, rilasciate da Google a cadenza mensile, verranno aggiornate soltanto ogni 60 o 90 giorni, di fatto lasciando scoperti questi smartphone da importanti accorgimenti di sicurezza fino a tre mesi. Inoltre, se la serie Moto G6 dovrebbe ricevere almeno Android P (probabilmente non tempestivamente), Motorola non ha voluto confermare lo stesso per i Moto E5, lasciando intendere che Oreo sarà l’unica versione di Android che vedranno nel loro ciclo vitale.

Per quanto si tratti di smartphone piuttosto economici e dunque, purtroppo, storicamente poco considerati dai produttori, ci sembra una politica di aggiornamenti poco consona per dispositivi così recenti. Un aspetto che dovrete tenere in considerazione in fase di valutazione del vostro prossimo acquisto e che getta anche alcune ombre su Project Treble, che dovrebbe essere chiamato ad estinguere il problema della frammentazione Android, ma il cui compito potrebbe rivelarsi ancora più arduo del previsto.

Via: 9to5 Google