Google, davvero quest’app anonima è il miglior modo di trasferire file da Android a Mac? (Opinione)

Giuseppe Tripodi Andorid File Transfer è un software terribile ed è assurdo che Google non abbia ancora sviluppato qualcosa di meglio.

Da orami parecchio tempo, utilizzo uno smarphone Android e un portatile Mac: è la mia combo ideale, mi ci trovo bene e, per il momento, non ho intenzione di variare. Negli anni, ho cambiato smartphone e ho cambiato Mac, ma ho avuto sempre lo stesso problema: trasferire i file da un dispositivo all’altro.

Per fortuna le soluzioni alternative non mancano, dal cloud ai software che utilizzano la rete wireless, ma da anni mantengo sempre la stessa, identica frustrazione verso Android File Transfer. Per i fortunati utenti Windows che non lo conoscono, Android File Transfer è il software ufficiale sviluppato da Google e pubblicato sul sito di Android per trasferire documenti da Mac ad Android, e viceversa: in teoria, basta scaricare il software per macOS, avviarlo e spostare i propri file; in pratica non funziona.

Semplicemente non è un software affidabile, ha un’interfaccia terribile e soffre di frequenti problemi di disconnessione.

In ogni caso, prima di scrivere questo articolo ho riprovato Android File Transfer per vedere se qualcosa fosse cambiato. Ed è stato peggio di come me lo ricordassi. Dopo aver attaccato, staccato e riattaccato il cavo prima che si decidesse a collaborare, il software di Google ci ha messo (letteralmente, cronometrato) 26 secondi per aprire la cartella della fotocamera. E la cosa divertente è che Android File Transfer non supporta nemmeno le anteprime, quindi non si capisce bene cosa stesse caricando per quei 26 secondi. Il tutto senza considerare che, senza thumbnail, selezionare quali foto volete copiare diventa un supplizio.

Dimmi, Google, come dovrei selezionare le foto che voglio copiare sul Mac senza thumbnail?

Situazione ancor più disastrosa per la cartella delle immagini condivise su WhatsApp, dove Android File Transfer semplicemente crasha. Ci ho provato tre volte prima di scriverlo, ma il comportamento non è cambiato: prova a caricare la cartella per una treninta abbondante di secondi, poi crasha, forse decidendo che ci sono troppe foto perché lui possa gestirle.

A questo punto, credo non ci sia bisogno di spiegare ulteriormente la frustrazione che si prova nel cercare di trasferire i file con il software ufficiale di Google.

Per anni, copiare i file dal mio smartphone al mio laptop è stata un’esperienza da incubo, tanto che per un lungo perido ho preferito farlo via terminale usando ADB, invece di affidarmi ad Android File Transfer. Un bel ./adb push /User/peppeuz/Desktop/file.jpg /sdcard/ e passa la paura. Comunque meno traumatico di usare quell’app orribile.

Sì, trasferire file da terminale via ADB è più facile che utilizzare Android File Transfer

E so cosa starete pensando: ma questo è perché macOS non supporta nativamente il protocollo MTP!

E sticazzi allora, dico io? Mi volete dire che è legittimo che Google, che sviluppa il sistema operativo mobile più diffuso al mondo, non fornisca un software decente che permetta ai suoi dispositivi di interfacciarsi con il secondo OS desktop più diffuso al mondo?

Inoltre, il problema non è il protocollo di trasferimento utilizzato, ma semplicemente che Android File Transfer è un’applicazione che funziona male. A testimonianza di questo, ci sono diverse, ottime app a pagamento che permettono di utilizzare a dovere uno smartphone Android con Mac, Commander One su tutti.

Ma dato che non mi andava di spendere 30$+IVA per un software che ritengo dovrebbe fornire Google, per lungo tempo ho cercato soluzioni alternative, affidandomi principalmente al trasferimento via WiFi. Finché non ho scoperto HandShaker.

HandShaker (precedentemente nota come SmartFinder) è un’app sviluppata dalla società cinese Smartisan (quelli di Nut Pro, ricordate?), che palesemente era nata come companion app per gli smartphone della società, ma è diventata rapidamente il punto di riferimento per tutti gli utenti Mac, nonostante il sito ufficiale (da cui bisogna scaricare l’app da installare su Android) sia completamente in cinese.

L’idea di installare un apk proveniente da questa pagina scritta interamente in cinese non mi allettava affatto, ma dopo aver ceduto per disperazione mi sono reso conto che è un’app praticamente perfetta, è gratuita ed è esattamente quel che Google avrebbe dovuto fare.

Una volta installato il software su Mac e la relativa app su smartphone, HandShaker fa comunicare i due dispositivi via cavo o semplicemente connettendoli alla stessa rete wireless: il collegamento è istantaneo, c’è una divisione per categorie (Galleria, Musica, Video, Download e File), ci sono le anteprime, la possibilità di raggruppare le foto per settimana o per mese, il drag&drop e tutto, semplicemente, funziona.

Senza sbattimenti, senza dover attaccare e staccare tre volte il cavo, senza crash e senza problemi.

Certo, HandShaker a volte genere qualche problema nell’utilizzo di Android File Transfer e se qualcosa non dovesse andare per il verso giusto non saprei cosa fare, dato che l’unica pagina di supporto è un forum in cinese, ma finché Google non rilascerà un software degno, dovrò solo sperare che l’app di Smartisan continui a fare bene il suo dovere.

La gradevole interfaccia di HandShaker per Mac

Adesso, volete dirmi che Google, forse la più importante società informatica al mondo, non abbia le risorse per sviluppare un software del genere? È evidente che non sia questo il problema e che ci siano altre ragioni dietro, magari legate a qualche scelta commerciale, magari è semplicemente Google che, come al solito, va per la sua strada dimenticandosi qualche pezzo di tanto in tanto.