Google blocca l’accesso alle sue app dai dispositivi non certificati (aggiornato x2: come rimediare)

Roberto Artigiani - La novità è attiva dal 16 marzo, ma non riguarda le custom ROM.

Finora l’accesso alle app di Google era consentito da qualsiasi dispositivo Android. A quanto pare invece BigG ha deciso di cambiare la propria politica e sta facendo leva proprio sulle sue indiscutibilmente diffuse applicazioni per aumentare la sicurezza e assicurare un livello minimo di qualità e coerenza a tutto l’ecosistema Android.

A partire dallo scorso 16 marzo, in seguito a test durati circa un anno, tutti i produttori di dispositivi Android che vogliono pre-caricare o anche solo rendere possibile l’accesso alle GApps dai propri device devono rispettare alcune specifiche regole chiamate Compatibility Definition Document (CDD) e passare un test di compatibilità Compatibility Test Suite (CTS).

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Tutti i software sviluppati dopo questa data e non certificati non potranno più accedere all’ecosistema di Google e vedranno apparire una schermata del genere.

Come rimediare all’errore “Device is not Certified by Google”

Anzitutto verificate se il vostro dispositivo è certificato. Potete seguire le indicazioni nella pagina di assistenza di Google. In ogni caso basta aprire l’app del Play Store, andare nel menù “impostazioni” e scorrere in fondo fino alla sezione “informazioni”. A questo punto vi dovreste trovare davanti a una di queste due schermate.

Nel caso il vostro dispositivo non fosse certificato, ma dovrebbe invece esserlo (qui trovate la lista completa dei produttori di device certificati), potete provare a rivolgervi al vostro produttore o al rivenditore per cercare di avere un dispositivo certificato (magari sfruttando questo form).

Se invece siete utenti di una custom ROM dovete registrare il vostro ID Android nella whitelist tramite questa pagina, che dovrebbe essere come illustrato qui sotto.

Per trovare l’ID del vostro dispositivo vi basterà scaricare una semplice app dallo store (o direttamente l’apk da qui o da qui), e copiare il codice contenuto nella seconda riga, chiamato “Google Service Framework (GSF)”. Attenzione: per ottenete l’ID corretto bisogna che Google Play Services sia installato sul vostro dispositivo.

Aggiornamento28/03/2018 ore 10:30

Google ha confermato che questo blocco è voluto, principalmente per ragioni di sicurezza per gli utenti, e per impedire a dispositivi potenzialmente “rischiosi” di utilizzare i suoi servizi, con conseguenti potenziali minacce per gli utenti.

Da una parte ciò è senz’altro vero. Dall’altra non è difficile percepire lo sforzo di Google di uniformare il mercato sotto l’egida della sua certificazione, e mettere i bastoni tra le ruote a quei produttori che non li implementino o cerchino di farlo tramite vie traverse. Del resto era un po’ quello che anche un produttore noto come Meizu faceva fino a qualche tempo fa.

Difficilmente però questo arginerà i dispositivi non certificati in Cina (uno dei mercati più floridi in tal senso), dato che sono proprio i servizi di Google in generale ad essere bloccati nel paese asiatico, dove il problema è più generale. Magari potrebbe funzionare in mercati minori.

Aggiornamento04/04/2018 ore 11:15

Google ha rimosso il limite di 100 dispositivi per utente, visibile nell’immagine qui sopra. La stessa pagina infatti adesso spiega meglio come procedere, ovvero:

Se vuoi usare ROM personalizzate sul tuo dispositivo, registra il dispositivo inviando il tuo ID Android Google Services Framework (non Settings.Secure.ANDROID_ID o SSAID) qui sotto. Puoi recuperare l’ID usando il comando della shell ADB:

$ adb root
$ adb shell ‘sqlite3 /data/data/com.google.android.gsf/databases/gservices.db “select * from main where name = \”android_id\”;”‘

Abbiamo comunque salvato un nuovo screenshot della pagina, casomai venga nuovamente modificata in futuro.

Via: XDA Developers, Android Police