Il notch di OnePlus 6 misura 19,616 x 7,687 mm e Carl Pei ci spiega perché (aggiornato: replica di Pete Lau)

Nicola Ligas - Ma non dimenticate che c'è anche il chin!

Durante una chiacchierata con Vlad Savov di The Verge, Carl Pei, celebre co-fondatore di OnePlus, ha confermato il segreto di pulcinella: OnePlus 6 avrà un notch. Quella tacca nera, che potete vedere nell’immagine di apertura, che ritrae proprio il futuro top di gamma dell’azienda.

OnePlus ha scelto questa strada non per ragioni estetiche ma pratiche: massimizzare lo schermo. E purtroppo questa era l’unica soluzione. Ciò che rende iconico iPhone X, che è stato chiaramente di ispirazione per molti, non è infatti solo il notch, ma anche il fatto che il bordo inferiore del display (“chin“) sia quasi azzerato. Fare altrettanto non era però possibile per OnePlus. Apple ci è riuscita utilizzando un display OLED flessibile che internamente si piega, permettendo una diversa collocazione dei connettori alla scheda madre, che solitamente stanno appunto nel chin di ogni dispositivo Android. L’unica porzione in cui si poteva rosicchiare spazio è insomma quella superiore, ed il notch è al momento l’unica soluzione fattibile, secondo Carl Pei.

A questo unite poi le gesture introdotte qualche beta fa, che permettono di fare a meno della barra di navigazione di Android volendo, ed avrete così uno smartphone il più “full screen” possibile: oltre il 90%, il più grande mai realizzato da OnePlus.

Carl Pei non nega che Apple influenzi l’industria, soprattutto in positivo

Sommando però notch e gesture, è davvero difficile non pensare ad iPhone X e Carl Pei lo sa. “Abbiamo visto l’implementazione delle gesture di iPhone, e forse ci avremmo messo più tempo se non lo avesse fatto prima Apple“. E la stessa cosa vale per il notch: “forse non avremmo fatto così in fretta”. Apple “accelera l’adozione di novità nell’industria, quando hanno senso“; ed ogni allusione al jack audio non è puramente casuale, dato che OnePlus 6 ne avrà uno, come già sappiamo.

Più piccolo di così OnePlus non avrebbe insomma saputo farlo. Quanto piccolo? Le misure esatte sono 19,616 x 7,687 mm, abbastanza per ospitare capsula auricolare, fotocamera frontale, sensore di prossimità e LED di notifica, cui l’azienda non voleva rinunciare. “Più grande di Essential Phone, più piccolo di iPhone“: è così che Carl Pei vede il notch del suo OnePlus 6.

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Pei è però consapevole anche dei potenziali problemi che il notch introduce, soprattutto qualora si mettesse di mezzo ai contenuti full screen. Per questo motivo l’azienda ha esaminato le top 1.000 app del Play Store per capire se e come ci sia bisogno di agire sul notch per non compromettere l’esperienza d’uso. L’orologio viene così spostato a sinistra, in modo da lasciare più spazio alle icone di stato sulla destra, ed il notch viene nascosto automaticamente ogni volta che è in riproduzione un video a pieno schermo.

Del resto abbiamo già visto che anche altri produttori, come Huawei su P20 e P20 Pro, permettono di nascondere il notch, quindi è chiaro che tutti siano consapevoli del fatto che oltre a portare benefici in termini di spazio, ne introduce anche in termini di contenuti. E gli utenti iPhone lo sanno bene. Non ci resta che sperare che il decantato supporto al notch in Android P funzioni, ma prima di allora vedremo l’implementazione di OnePlus, che quest’anno svelerà il suo top di gamma probabilmente ben prima dell’usuale mese di giugno. Non chiedeteci quando però, perché in merito Carl Pei non si è sbottonato.

Aggiornamento29/03/2018 ore 19:25

Dopo Carl Pei, è la volta di Pete Lau, l’altro co-fondatore di OnePlus, che ha preso la parola direttamente sul forum di OnePlus, per difendere la scelta del notch, che sembra abbia suscitato non poche polemiche tra gli amanti dell’azienda.

Viene reiterata l’idea di dare all’utente più spazio a schermo possibile, che poi è il motivo stesso per cui esiste il notch, per ora. Carl Pei difende però anche la qualità del display scelto, in termini di luminosità, precisione cromatica, gamma di colori, ecc.

Infine, lo schermo scelto è disponibile in ampie quantità, e la catena produttiva sarà quindi in grado di sostenere l’ampia domanda che OnePlus si aspetta. Questo vuol dire meno ritardi e spedizioni più veloci, due aspetti che in passato non sono sempre stati impeccabili. Probabilmente, e questo lo insinuiamo maliziosamente noi, perché il display scelto da OnePlus ha forti parentele con quello impiegato dalla “sorellona” Oppo nel suo R15; non che ci sia niente di male, e del resto considerazioni di questo tipo hanno sempre pesato nelle scelte dell’azienda, anche in passato.

Infine, Lau rivela un altro dettaglio interessante, che chiarisce meglio quanto già accennato da Carl Pei. Si tratta di una modalità di compatibilità, che può essere attivata su base app per app, quindi a scelta dell’utente, oscurando il notch in landscape. Questo è importante perché significa che potrete essere voi a scegliere in quali app la presenza della tacca vi desse fastidio, cancellandola in pratica. Attenzione però al fatto che si parla solo di lanscape, non di portrait, il che potrebbe ancora essere sconveniente per i giochi in verticale o volendo guardare un’immagine a pieno schermo.