Affascinati dalla fotocamera a scomparsa di Vivo Apex? Qualcun altro ci aveva pensato molto prima (foto)

Edoardo Carlo Ceretti

Per quanti Vivo Apex non sia uno smartphone pensato per il mercato occidentale – dove, presumibilmente, non approderà mai per vie ufficiali – è indubbio che la sua comparsa presso il MWC 2018 appena concluso sia stata accolta con stupore, meraviglia e tanta ammirazione. In effetti, in una fiera popolata da smartphone tutti molto simili fra loro e segnata dall’onnipresenza del famigerato notch, uno smartphone completamente privo di cornici attorno al display e con una fotocamera frontale a scomparsa ha giustamente affascinato pubblico e critica. Se vi dicessimo però che non sia stata Vivo a pensare per prima a questi accorgimenti?

È nientemeno che Andy Rubin in persona a svelarci l’esistenza di una serie di brevetti depositati da Essential che, già a partire dal 2016, immaginavano alcune possibili soluzioni per aumentare la superficie occupata frontalmente dal display, riducendo le cornici attorno ad esso. Nello specifico, una di queste soluzioni, aggiornata a metà del 2017, ricalca in modo esatto l’accorgimento poi effettivamente adottato da Vivo per il suo Apex.

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Una seconda ipotesi – meno interessante, fintanto che non sarà possibile integrare una fotocamera sotto al display – prevedeva l’inclusione di un modulo fotografico nell’angolo in alto a sinistra del dispositivo. Sappiamo bene come per Essential Phone, Rubin e il suo team abbiano optato per un piccolo notch, anche in questo caso anticipando nettamente iPhone X. Chissà se Essential Phone 2 vanterà una soluzione di questo tipo, oppure saprà sorprenderci con qualcosa di ancora diverso.

Via: Android PoliceFonte: Andy Rubin (Twitter), Google Patents
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