Google potrebbe testare in Chrome per Android un sistema di caricamento parziale delle pagine web

Edoardo Carlo Ceretti In gergo è chiamato Lazy Loading, ovvero letteralmente 'caricamento pigro'.

Il team di sviluppo di Chrome è costantemente alla ricerca di nuove soluzioni per migliorare l’esperienza d’uso e le prestazioni del celebre browser targato Google. Le vie imboccate sono innumerevoli, molte delle quali spesso si risolvono in vicoli ciechi senza futuro. Alcune idee però riescono a farsi strada fra l’impervia sequela di rami di sviluppo sperimentali, per approdare alla gloria del canale stabile. Sarà il caso anche del Lazy Loading?

Si tratta di un sistema di caricamento parziale delle pagine web, in particolare soltanto della porzione racchiusa all’interno della schermata catturata dal display, al fine di velocizzare il caricamento delle informazioni subito visibili e, al contempo, risparmiare traffico dati. Secondo quanto emerso da una discussione su Google Groups, gli sviluppatori di Chrome starebbero valutando l’implementazione sperimentale di questa funzione sull’app Android, per poi, eventualmente, estenderla anche su altre piattaforme, desktop compreso.

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Non si tratta di certo di una novità assoluta nel panorama web, anzi da tempo sono presenti degli script Java dedicati proprio al Lazy Loading, già integrati in alcuni siti. In questo caso però, il caricamento parziale non sarebbe a discrezione dei creatori dei siti, bensì sarebbe integrato nel browser e applicato indiscriminatamente a tutte le pagine visitate.

Al momento però, permangono alcuni possibili ostacoli alla realizzazione del progetto: intanto, si renderebbero necessari alcuni accorgimenti per la coesistenza di tale sistema con i siti che già implementano le librerie Java per il Lazy Loading. Inoltre, un caricamento parziale potrebbe creare problemi con il salvataggio o la stampa di un sito web, e ancora non sarebbero esclusi rallentamenti nella visualizzazione del resto della pagina, in caso di un rapido scroll verso il basso. Le soluzioni non sarebbero così peregrine, tuttavia Google dovrà soppesare attentamente i pro e i contro, prima di intraprendere tali sperimentazioni.

Via: Android PoliceFonte: Google Groups