La nuova galleria di Alcatel che fa insorgere gli utenti: piena di pubblicità spam e invadente nei permessi

Edoardo Carlo Ceretti

Seguendo l’esempio di molti produttori Android, che scelgono di pubblicare sul Play Store le proprie app per slegarne gli aggiornamenti dal rilascio di nuovi firmware, anche l’app galleria di Alcatel è da tempo presente sullo store di Google. Tuttavia, nel corso degli ultimi mesi si è resa protagonista di una faccenda piuttosto singolare, che sta sollevando polemiche e lamentele fra gli utenti.

Un tempo basilare nell’aspetto, nelle funzionalità e nel nome, verso lo scorso mese di novembre l’app subì una vera e propria rivoluzione. A partire dal nome, ovvero Candy Gallery – Photo Edit, Video Editor, Pic Collage, corredato da un logo più accattivante. Inoltre, come già indicato dal sottotitolo, l’app si è arricchita di nuove modalità di modifica, anche piuttosto avanzate.

LEGGI ANCHE: Facebook: fact-checking contro le bufale anche in Italia

Fin qui non ci sarebbe nulla di male, se non fosse per alcuni dettagli che non quadrano proprio. Intanto, ora l’app richiede tantissimi permessi – compreso l’accesso a dati sensibili degli utenti, che una galleria non necessiterebbe proprio – oltre ad essere infarcita di pubblicità spam. Ma non è tutto, perché lo sviluppatore di quest’app preinstallata in gran parte degli smartphone Alcatel è ora Hi Art Studio, nome che non è chiaro se e come sia riconducibile ad Alcatel – o meglio, a TCL.

Non è chiaro se Alcatel abbia ceduto i diritti dell’app ad una software house di terze parti – o scenari ancora peggiori – ciò che è certo è che l’azienda non ha fornito alcun chiarimento agli utenti, a diversi mesi di distanza. Utenti che si stanno facendo sentire anche tramite valutazioni e feedback dell’app, che ora si attesta su un non invidiabile punteggio medio di 3,6/5, con migliaia di recensioni negative che invitano gli altri utenti a non aggiornare. Speriamo che Alcatel si prenda almeno la briga di chiarire la situazione, oltre ad impegnarsi a rimuovere permessi e pubblicità che non sono tollerabili in un’app ufficiale preinstallata.

Via: Android Police