Sony resterà (senza crederci) nel settore smartphone, ma non per competere con Samsung o Apple

Nicola Ligas

Kaz Hirai, CEO di Sony, si sta togliendo alcune soddisfazioni ultimamente, con la sua azienda che si avvicina a quello che dovrebbe essere il risultato operativo più alto della sua storia (quasi 6 miliardi di dollari), ed in molti indicano proprio nella sua guida e nel suo approccio la causa della ripresa di Sony. Questo però non ha molto a che fare con lo smartphone business, nei confronti del quale Hirai si pronuncia in modo inatteso:

The reason we’re doing that is not because we think smartphones are the future, but because we have to have some devices connected to a network in order to communicate. If we get out of the [communications] space, we won’t have the opportunity to play in the next paradigm shift.

Kaz Hirai, CEO Sony

Gli smartphone non sono il futuro, secondo il CEO di Sony. La sua azienda resterà in questo settore, ma evidentemente non per competere con gli attuali leader, ma per essere al nastro di partenza nel momento del prossimo “paradigm shift“; quando ci sarà una nuova rivoluzione.

Hirai insiste proprio sul fatto che ciò che gli interessa non sono “gli smartphone di oggi”, bensì guardare al di là, a ciò che faremo in futuro, e ad essere quindi un player del mercato che verrà; “idealmente un leader”.

Lo scopo di Sony è insomma quello di restare nel “communications business“, più che in quello degli smartphone, in attesa che questi ultimi vengano rimpiazzati dal next big thing. Da una parte è un po’ una resa, riconoscendo che i vertici del mercato attuale sono irraggiungibili, dall’altra è anche giusto che un’azienda non si illuda di poter fare l’impossibile. Il vero problema è rappresentato proprio dal “paradigm shift” in cui spera Hirai: chi può dire quando ci sarà e come sarà? E se l’attesa fosse (troppo) lunga?

Foto: Getty Image

Via: Phone ArenaFonte: The Guardian