Ci siamo, il primo smartphone sul mercato con lettore di impronte sotto al display sarà prodotto da Vivo (foto)

Edoardo Carlo Ceretti

Pochi giorni fa, Synaptics aveva finalmente fatto il grande annuncio: la tecnologia per implementare il lettore di impronte sotto al display è sufficientemente matura per la produzione di massa e un produttore fra i maggiori 5 al mondo è già pronto per lanciare sul mercato il primo modello di smartphone che la integra. Ora, grazie a Patrick Moorhead di Forbes, siamo in grado di diversi chi sia questo misterioso produttore: non è Samsung, né Huawei, men che meno Apple. Si tratta di Vivo.

Nonostante sia sconosciuto ai più, alle nostre latitudini, Vivo è, appunto, uno dei maggiori produttori al mondo, grazie alla sua eccezionale quota di mercato in Cina e altri paesi asiatici. La sussidiaria di BBK Electronics (al pari di Oppo e OnePlus, ben più note da noi) si era già distinta in passato per i rumor circa i primi prototipi di smartphone con lettore di impronte integrato sotto al display, ma ora è quasi giunta l’ora di testare la bontà di una tecnologia che da tempo solletica la curiosità degli utenti.

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Moorhead, che ha avuto modo di provarlo (e di postarne alcune immagini, che trovate in galleria), ha parlato di un’esperienza decisamente positiva: lo sblocco avviene molto più velocemente di quanto si aspettasse (Synaptics l’ha definito il doppio più veloce del FaceID) e, abituati da anni di sensori di impronte, la procedura risulta semplice ed intuitiva da subito.

Nonostante Apple abbia intrapreso una strada decisamente diversa – da cui difficilmente tornerà indietro – questa soluzione potrebbe essere la più conveniente per implementare un metodo di sblocco rapido e sicuro anche su dispositivi le cui cornici frontali attorno al display sono ormai un ricordo del passato. Il prossimo top di gamma di Samsung, Galaxy S9, è quasi confermato che non adotterà questa soluzione, ma siamo certi che nel 2018 la vedremo su diversi modelli, chissà se anche sul futuro OnePlus 6, visto lo stretto rapporto di parentela con Vivo.

Via: The VergeFonte: Forbes, Patrick Moorhead (Twitter)