Google spiega come funzionano le nuove stime sulla batteria di Oreo

Giuseppe Tripodi Ancora una votla, grazie machine learning

Nonostante l’autonomia degli smartphone moderni stia andando a migliorare, la batteria rimane sempre il problema principale per la maggior parte degli utenti: i display crescono, i processori diventano più potenti, le fotocamere scattano foto incredibili ma dobbiamo ancora ricaricare lo smartphone ogni notte.

Di recente, Google ha aggiornato la sua applicazione che si occupa di fornire stime sull’autonomia su Nexus e Pixel, Device Health Services, e ieri un Project Manager di Google ha svelato qualche dettaglio in più su come funziona il nuovo sistema di previsione.

In passato l’algoritmo non faceva altro che calcolare una stima basata sui consumi attuali: ad esempio, se il dispositivo ha consumato il 10% di batteria nella prima ora di utilizzo, il software avrebbe previsto 10 ore di autonomia. Ma adesso il software è stato rivisto e le stime sono più precise grazie all’utilizzo del machine learning.

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L’applicazione, inftti, adesso monitora l’utilizzo quotidiano dello smartphone, basandosi anche sulle abitudini dell’utente: se, ad esempio, tutti i giorni ascoltate un podcast tornando da lavoro, il sistema ne terrà conto; allo stesso modo, se solitamente durante le ore di lezione in università sbloccate molto raramente lo smartphone, il sistema ne terrà conto, e così via. Proprio per questo motivo, se utilizzate un Pixel 2 o un Nexus 6P con Android 8.1 developer preview, l’app mostra le previsioni per la giornata basate proprio sui vostri consumi medi.

Questi accorgimenti non miglioreranno l’autonomia del vostro dispositivo, ma almeno vi aiuteranno a comprendere che quell’oretta di gioco in pausa pranzo sicuramente non vi aiuta ad arrivare fino a sera con la batteria carica.

Via: AndoridAuthority