Gli add-in di terze parti di Outlook arrivano finalmente anche su Android (foto)

Edoardo Carlo Ceretti

Lo scorso febbraio, Microsoft presentò una novità interessante per Outlook – il suo servizio di gestione delle email – ovvero gli add-in. Si trattava di plug-in di terze parte, che siamo soliti chiamare add-on, in grado di integrarsi nel servizio e di estendere le possibilità già offerte. Inizialmente disponibili soltanto per iOS e per la versione web, gli add-in arrivano finalmente anche su Android.

Non si tratta però soltanto delle – già viste ovunque – possibilità di inserire GIF e adesivi nelle vostre email, sfruttando servizi come Gfycat, GIPHY e MojiLaLa. Gli add-in di Microsoft integrano anche servizi più utili ad un’utenza business, o comunque per aumentare la produttività del tradizionale servizio di email. Al momento non è ancora nota la lista completa degli add-in disponibili, ma la presenza dei seguenti è già certa:

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  • Evernote
  • Gfycat
  • JIRA
  • MeisterTask
  • Microsoft Dynamics 365
  • Microsoft Translator
  • MojiLala
  • Nible
  • OnePlaceMail
  • Outlook Customer Manager
  • Smartsheet
  • Trello
  • Wrike

Attualmente però, è presenta una limitazione che potrebbe far storcere il naso molti utenti di Android che, in quanto tali, con ogni probabilità sono abituati da tempo ad utilizzare il servizio di Gmail, integrandolo in app email di terze parti, come appunto Outlook. Infatti, al momento gli add-in non sono utilizzabili con gli account Gmail configurati nell’app. Il supporto dovrebbe arrivare nel corso dei prossimi mesi, ma per alcuni potrebbe essere una scocciatura non da poco.

Infine, sembra che l’aggiornamento che introdurrà questa grande novità non sia ancora in fase di rollout sul Play Store. Microsoft l’ha già annunciato ufficialmente, quindi dovrebbe trattarsi di una questione di ore o giorni, ma se non doveste ancora trovarlo, non preoccupatevi perché non sarete gli unici. In ogni caso, potete raggiungere la pagina dell’app Outlook sul Play Store tramite il badge che vi lasciamo qui sotto.

Via: Android PoliceFonte: Microsoft