Lenovo ha deciso di non aggiornare molti dei i suoi modelli ad Android Nougat, incluso Project Tango

Edoardo Carlo Ceretti -

È soltanto di pochi giorni fa la notizia dell’abbandono della Vibe UI da parte di Lenovo. Il motivo principale della decisione è che gli utenti internazionali non apprezzano particolarmente le personalizzazioni invasive di Android, che per giunta non aggiungono nulla di rilevante all’esperienza utente. La conseguenza più apprezzata dovrebbe riguardare la rapidità e la costanza dei futuri aggiornamenti dei modelli Lenovo, campo in cui il colosso cinese non si era particolarmente distinto in positivo, fin qui.

In realtà lo scetticismo rimane, dato che la serie Moto ha continuato ad essere equipaggiata con versioni stock di Android anche dopo l’acquisizione da parte di Lenovo, la quale però ha comportato un netto peggioramento nel supporto agli aggiornamenti (cioè uno dei cavalli di battaglia di Motorola durante la gestione Google). Un altro colpo alla credibilità di Lenovo sulla questione degli aggiornamenti arriva dalla pagina del supporto, che ci riporta in via ufficiale delle notizie nient’affatto buone.

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Lenovo ha infatti deciso di non rilasciare ulteriori aggiornamenti per tutta la sua lineup di smartphone Phab, fra cui Phab 2 Pro, modello aderente al Project Tango di Google. Si tratta di ben cinque smartphone Phab e due tablet, tutti usciti negli ultimi due anni (ma alcuni usciti meno di un anno fa) e che non vedranno nemmeno l’aggiornamento a Nougat, nonostante sia stato rilasciato da Google da quasi un anno e sia in procinto di essere sostituito da Android O.

I dispositivi Project Tango sono sempre stati di nicchia, rivolti più agli sviluppatori che volessero contribuire al progetto (molto avanzato tecnologicamente) di realtà aumentata di Google. Tuttavia, Phab 2 Pro è un dispositivo decisamente costoso, che verrà completamente abbandonato dal produttore cinese, assieme ad altri 6 dispositivi. Non di certo un bel biglietto da visita per l’azienda, che nelle intenzioni voleva ripulirsi la fedina penale e mostrarsi più aperta agli aggiornamenti, abbracciando Android stock.

Via: Android Police