Android O consentirà gli aggiornamenti di sistema anche con la memoria piena

Vezio Ceniccola

Probabilmente sarà capitato anche a voi di non poter effettuare un aggiornamento di sistema a causa della memoria libera insufficiente sul vostro dispositivo. Una scocciatura non da poco, ma che potrebbe presto sparire grazie al nuovo sistema di aggiornamento adottato a partire da Android O.

Dopo l’introduzione del sistema Seamless Updates avvenuto col rilascio di Android 7.0 Nougat, Google ha sviluppato una nuova funzione denominata streaming updates, che permette di aggiornare direttamente il dispositivo senza occupare spazio in memoria.

In sintesi, lo schema di funzionamento è il seguente. A partire da Nougat, i dispositivi Android possono avere due partizioni di sistema diverse, System A e System B. Quando è disponibile un nuovo aggiornamento, il file viene scaricato sulla memoria del dispositivo e viene installato sulla partizione non in uso, solitamente B. A questo punto, per applicare definitivamente l’update, è sufficiente riavviare il terminale, il quale passerà in automatico dalla partizione A alla B, ovvero quella più aggiornata.

Grazie ai nuovi streaming updates di Android O, sarà possibile evitare la fase di scaricamento sulla memoria interna ed installare l’aggiornamento “in streaming”, cioè scrivendo blocco per blocco direttamente sulla partizione non in uso. Per fare questo basterà avere circa 100 KB liberi, una cifra assolutamente ridicola al giorno d’oggi, dunque non ci dovrebbero essere più problemi per alcun dispositivo.

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Come detto, questo intelligente strumento è stato progettato per funzionare con Android O, ma potrebbe essere integrato anche in un futuro aggiornamento di Google Play Services, cosa che lo renderebbe compatibile con tutti i dispositivi con Nougat che utilizzano il sistema a doppia partizione A/B.

La brutta notizia è che tale sistema è stato sinora adottato solo dai Pixel, e molti produttori faticano ad implementarlo sui propri dispositivi. Speriamo, dunque, che grazie al rilascio della nuova versione del robottino verde, i vari OEM decidano di adottare questo schema di partizioni e questi nuovi strumenti, rendendo la vita degli utenti molto più semplice per quanto riguarda l’installazione degli aggiornamenti.

Via: Ars Technica